La Milano del XXI secolo sarà attrattiva solo per i ricchi?

Questa è la domanda che ci siamo posti in redazione e viste le competenze del nostro Giovanni Gibelli abbiamo affidato a lui il compito di approfondire il caso Milano dal punto di vista tecnico e sociologico, invitandolo anche ad elaborare una proposta da sottoporre a tutti gli attori in campo.

Manuela Valletti

L’Amministrazione Albertini già dal 1997, al fine usciredalla fase di stagnazione economica di Milano conseguente allo scandalo di “Tangentopoli”, ha puntato sullo sviluppo di Milano, valorizzando   le Aree degradate e le ex Aree industriali con un mix di residenza di pregio a mercato libero, spazi commerciali,alberghi, terziario, verde attrezzato, consentendo la costruzione di grattacieli, per non sprecare territorio, secondo i dettami della rigenerazione urbana. Gli edifici sono stati finanziati da Fondi  Internazionali, Assicurazioni e Banche, Imprese, grazie ai bassi oneri urbanizzazione (8% del costo di costruzione)

Queste sono   le Aree “valorizzate” o in corso di valorizzazione dal 1997 ad oggi, in quanto le Altre Amministrazioni (Moratti, Pisapia, Sala) hanno sostanzialmente condiviso le politiche urbanistiche della Giunta Albertini

1. Portello Fiera      185.000  mq

2. City Life               366.000 mq

3. Porta Nuova        350.000   mq

4. Santa Giulia      640.000 mq

5. Cascina Merlata  349.000 mq

Gli ex scali ferroviari di Proprietà delle F.S:

Farini, Porta Romana, San Cristoforo, Porta Genova, Greco, Lambrate, Rogoredo per un totale di1.250.000 mq.

Da ultimo la futura vendita, (che il signor Sindaco ha molto a cuore) dello Stadio di San Siro con l’area circostante per 197 milioni di euro, sono previsti133.000 mq del solito mix di terziario, commerciale ecc.

A supporto di queste politiche  sono state approvate alcune norme regionali  più precisamente:

– L.R. 12/2005 ha sostituito il Piano Regolatore con il Piano di Governo del Territorio, strumento piùflessibile, che ha consentito, nel caso di Milano, che il comune assumesse un ruolo di “facilitatore” dei processi di trasformazione proposti dai privati.

– L.R.31/2014 e L.R. 18/2019 hanno disciplinato la fattispecie della generazione urbana al fine del risparmio del Territorio, consentendo in pratica lecostruzioni in altezza.

Milano ha conosciuto uno sviluppo rapido e competitivo uguagliando alcune capitali del mondo, non solo grazie a un tessuto imprenditoriale solido(7.000 imprese associate ad Assolombarda) sostiene il Presidente di Confindustria, ma anche per gli investimenti immobiliari, che nel primo trimestre 2025 hanno attratto 1 miliardo e 600 milioni di euro(Sole 24 ore del 25 luglio 2025)

– L’ effetto mediatico dell’expo 2015;

– i grandi eventi (le sfilate di moda, le fiere, il salone del mobile, le prossime Olimpiadi invernali)  

– la collocazione centrale di Milano che consente con i suoi aeroporti di raggiungere facilmente Londra, Parigi, la Costa Azzurra 

– una tassazione favorevole (flat tax a 200.000 euro su redditi generati all’estero, tassa di successione all’8%) 

hanno indotto milionari e miliardari stranieri a prendere casa a Milano.

 Va tutto bene nella grande Milano?   Purtroppo, no

 La costruzione di nuovi edifici di pregio (costo 7.000/10.000 euro al mq) ha fatto aumentare il valore delle case vicine ai quartieri “rigenerati “e ha incoraggiato la speculazione edilizia. Nuove Torri sono state costruite nei cortili ( Hidding Garden Piazza Aspromonte palazzo di 27 metri), altri palazzi ( le Park Towers in via Crescenzago 82 e 59 metri, la Torre Milano via Stresa 82 metri) sono stati edificati con una semplice  SCIA( segnalazione certificata di inizio attività), atto previsto dalla Legge  98/2013 per la ristrutturazione degli appartamenti, quindi senza un piano attuativo, come la vigente legge urbanistica (Legge 1150/42) richiede, per programmare tutti quei servizi necessari ai nuovi abitanti e per farli pagare ai costruttori  entrando nel merito:

Oneri di urbanizzazione primaria devono essere pagati per: 

strade,parcheggi, fognature, acqua, energia, telecomunicazioni, illuminazione pubblica,spazi verdi

Oneri di urbanizzazione secondaria devono essere pagati per;

 asili, scuole, uffici comunali, impianti sportivi ecc. 

Certamente non ha fatto bene al prestigio di Milano, la scoperta da parte dei Magistrati  di rapporti diciamo “intimi” fra progettisti, archistar e gli autorevoli membri della Commissione Paesaggio, che hanno consentito” il via libera agli , poi finiti sotto inchiesta a causa degli esposti dei cittadini

Acquistare un alloggio in periferia costa in media sui 4.000 euro al mq, affittarlo fra i 20 e i 25 euro al mq. Prezzi proibitivi per gli infermieri, gli impiegati, i tranvieri, i poliziotti, per tutti coloro che lavorano per il benessere dei milanesi

 Come si può risolvere il problema?

 Il comune il 28 settembre 2023 ha approvato il Piano Casa, imponendo l’obbligo di destinare ad housing sociale (a prezzi calmierati) il 40% delle nuove costruzioni superiori a 5.000 metri quadri di estensione, per raggiungere l’obiettivo di 10.000 alloggi neiprossimi 10 anni. Ad oggi se ne stanno progettandopoche decine. Perché i prezzi calmierati non rendono alle Imprese

Secondo   Carlo Cottarelli (vedi articolo del Corriere del 23 luglio 2025) Milano è una città in crescita e l’aumento previsto dei nuclei familiari comporta unfabbisogno di nuovi appartamenti nei prossimi 15 anni di5.000 unità l’anno. 

Vorrei fare una modesta proposta

Premessa 

Milano ha un patrimonio immobiliare pubblico di 62.000 alloggi (28.0000 gestiti dal Comune, MM, 34.000 dallaRegione, ALER) dei quali 5.200 sono sfitti. 

Tutte le grandi città europee hanno un patrimonio immobiliare che va dal triplo al quadruplo di quello diMilano.

Vi è anche una notevole quantità di alloggi e terreni di proprietà del Policlinico e della Curia di Enti e Fondazioni.

Proposta

1. La mano pubblica (Stato, Regione ecc.) deve mettere a disposizione circa mezzo miliardo di euro per ristrutturare e gestire il patrimonio. di ERP esistente, pensando a bandi di assegnazione a cui possono partecipare lavoratori con reddito familiare fino a 50.000 euro.

2. La mano pubblica deve garantire la costruzione di 5.000 alloggi l’anno in affitto con canoni che vanno dai 10 ai 15 euro al mq.

3. Le Fondazioni e la Curia potrebbero mettere adisposizione i loro appartamenti sfitti con il canone di cui sopra.

4. I quartieri dove sono previsti questi alloggi devono essere pensati e progettati con una vera rigenerazione urbana e cioè migliorando la qualità della vita degli abitanti.

Le ragioni della mia proposta

Ho fatto questa proposta, perché ritengo che una città per svilupparsi non abbia solo bisogno di investimenti, ma soprattutto necessità di coesione sociale. Perché coloro che lavorano a Milano hanno diritto a una vita dignitosa e a una speranza. 

Dagli anni 50 agli 80 del secolo scorso, Milano ha dato una casa popolare a 360.000 nuovi milanesi, che si sono formati una famiglia, hanno cresciuto figli hanno avuto a disposizione quello che oggi si chiama Welfare.  Queste Donne e questi Uomini sono stati gli artefici del boom economico degli anni 60   e hanno fatto della nostra città la capitale dell’industria, del commercio, dell’editoria. Tutto questo è stato possibile perché i politici e gli industriali di quel tempo avevano ben in mente il ruolo del pubblico e del privato che in una società veramente civile sono complementari.

Giovanni Gibelli

CASCINA LINTERNO

tagione morta a causa dell’afa e del turismo vacanziero che dilagando e migrando altrove svuota strade e piazze della metropoli? Non per Cascina Linterno!Sotto le stelle del fascinoso cielo estivo, nel giro armonico dell’aia della Linterno, una tribuna aperta di versi, idee e sentimenti, un podio demo-poetico, un Open Mic per autori e autrici che vogliano condividere pensieri e creatività con il pubblico.“Nell’aia sotto le stelle. Lucciole poetiche a Cascina Linterno”, fra il sussurrare delle acque del Parco delle Cave, il lieto garrire delle rondini, nella magica Linterno in veste notturna, inizierà, con la conduzione di Alberto Figliolia, alle ore 20,30 di mercoledì 30 luglio (ingresso libero).Sarà possibile iscriversi anche nel corso della stessa serata – chi arriva dopo leggerà comunque – tuttavia, scrivendo alla mail mail: alberto.figliolia@yahoo.com, si stilerà una lista che faciliterà il compito agli organizzatori (i partecipanti possono portare le proprie pubblicazioni).Una gentile maratona poetica nel segno della condivisione, della levità, dell’allegria e dell’impegno, in una cornice bucolica e viva. Cascina Linterno è comunità, cultura e bellezza, stupore meditativo.Il tema è libero, ma, pur senza obbligatorietà, saranno graditi versi che trattino argomenti quali pace, natura, libertà.Vi aspettiamo numerosi e, come sempre, … passa parola!!!

Chiude il passante ferroviario per un mese

Per quasi un mese, da lunedì 28 luglio a domenica 24 agosto, la circolazione del Passante ferroviario di Milano sarà sospesa fra Milano Rogoredo e Milano Certosa/Milano Bovisa. Lo ha annunciato Trenord con una nota dove spiega le motivazioni dell’inconveniente e offre le alternative di viaggio.

Lavori al Passante, tutte le stazioni chiuse ad agosto

In quel periodo Rete ferroviaria italiana (Rfi) eseguirà dei lavori sulla struttura: per questo motivo le stazioni di Milano Lancetti, Milano Porta Garibaldi Sotterranea, Milano Repubblica, Milano Porta Venezia, Milano Dateo, Milano Porta Vittoria e Segrate non saranno servite dai treni.

Il servizio sulle linee che attraversano il Passante sarà rimodulato, per garantire tutti i collegamenti. È prevista gratuità di viaggio per i clienti che devono utilizzare anche le linee metropolitane e urbane per raggiungere l’area servita dal Passante.

Le modifiche al servizio dei treni delle linee S

Per consentire gli spostamenti dei viaggiatori, l’offerta delle linee S1, S5, S6, S13 è rimodulata. È sospesa la circolazione delle linee S2 e S12; la linea S11 Rho-Milano-Como-Chiasso non circola fra Rho e Milano P. Garibaldi Superficie.

S1 Lodi-Milano-Saronno

I treni circolano fra Lodi e Milano Bovisa effettuando da Milano Rogoredo un itinerario alternativo con fermate a Milano Forlanini, Milano Lambrate, Milano P. Garibaldi Superficie. Il servizio è sospeso fra Bovisa e Saronno (allegato S1 [pdf]).

S5 Varese-Milano-Treviglio

I treni circolano regolarmente fra Treviglio e Pioltello e fra Gallarate e Milano con la seguente offerta: una corsa all’ora per direzione collega Gallarate e Milano Lambrate; una all’ora Gallarate e Milano Porta Garibaldi Superficie. Il servizio è sospeso nelle tratte Milano P. Garibaldi-Pioltello e Gallarate-Varese, per concomitanti lavori fra Gallarate e Porto Ceresio (allegato S5 [pdf]).

S6 Novara-Milano-Pioltello

I treni circolano fra Milano P. Garibaldi Superficie e Novara, effettuando regolarmente fermata a Milano Villapizzone. Il servizio è sospeso fra Milano P. Garibaldi e Treviglio (allegato S6 [pdf]).

S13 Garbagnate-Milano-Pavia

I treni circolano fra Pavia e Milano Rogoredo. Il servizio è sospeso fra Garbagnate e Milano Rogoredo.

Fra Pioltello-Segrate-Milano Lambrate è previsto un servizio sostitutivo su bus di connessione con la stazione della Metropolitana M2.

Viaggi gratis con i mezzi Atm grazie a un accordo

Grazie a un accordo con Atm, i clienti che dovranno utilizzare le linee urbane e metropolitane per il collegamento con le stazioni del Passante prive di servizi ferroviari alternativi – Milano Lancetti, Milano Repubblica, Milano Porta Venezia, Milano Porta Vittoria, Milano Dateo – potranno spostarsi gratuitamente lungo itinerari definiti.

Un produttore ammette: in queste zone non ha senso acquistare un impianto fotovoltaico…


Il Passante ferroviario chiude: le stazioni sospese e come sarà riorganizzato il treno di Milano
https://www.milanotoday.it/attualita/treno-passante-ferroviario-chiuso-luglio-agosto-2025.html
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Duomo di Milano Terraces – Sunset Special Opening

Duomo di Milano Terraces – Sunset Special Opening

Enjoy Milan’s skyline at golden hour with the Duomo Terraces Extended Hours. Every evening in July (including Friday, Aug 1), Milan’s Cathedral keeps its rooftop terraces open until 8:00 PM (last admission at 7:10 PM). Stroll among the marble spires and statues of the Duomo as the sun sets, taking in panoramic views of the city in the gentle evening light. This special summer schedule lets you experience the Gothic cathedral’s rooftop in a whole new way – cooler temperatures, fewer crowds, and a breathtaking sunset vista. No advance booking needed – just head to the Duomo in the early evening and treat yourself to an unforgettable sunset over Milan from its most iconic vantage point!

***

Attenzione: questo è un evento autogestito, quindi non c’è un organizzatore ufficiale.
Mettiti in contatto con gli altri partecipanti nella sezione commenti per accordarvi e organizzare i dettagli!

Ammira lo skyline di Milano all’ora del tramonto con l’apertura prol

Sala resta sindaco e non si dimette: ecco cosa ne pensano i milanesi

Mentre in Procura continuano le indagini sulla gestione dell’urbanistica a Milano, in consiglio comunale l’assessore alla Rigenerazione urbana Giancalo Tancredi ha rassegnato ieri le dimissioni. Ecco cosa pensano i cittadini meneghini di quanto sta accadendo

A Milano si è tornati a parlare, ancora una volta, di inchieste, corruzione, urbanistica e dimissioni. In questi giorni vi abbiamo raccontato le reazioni del mondo politico a questa nuova bufera giudiziaria che ha portato alle dimissioni dell’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi, e che vede indagato anche il sindaco di Milano Beppe Sala. Ma cosa ne pensano i comuni cittadini milanesi di quanto sta accadendo in città?


Sala resta sindaco e non si dimette: ecco cosa ne pensano i milanesi
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Storia e proclamazione di Marcellina, patrona e custode di Brera

Storia e proclamazione di Marcellina, patrona e custode di Brera e dei luoghi che ospitano il Centro Internazionale di Brera a MilanoUn dono riservato agli Amici del Centro BreraIn questo podcast c’è la sintetica descizione della antica storia archeologica dei luoghi del Centro Brera che risalgono in origine al IV secolo d..C. E formula della proclamazione -i latino e italiano- di S.Marcellina, la fondatrice, come Patrona di Brera.”Il 17 luglio, giorno dedicato a Santa Marcellina nel Marirologio Romano si è svolto al Centro Brera un evento al contemporaneo storico sui luoghi che ospitano la Biblioteca di Critica Sociale dell’Avanti! e una corrispondente cerimonia di proclamazione popolare della Santa, sorella di Ambrogio, come Patrona di Brera e custode del complesso di san carpoforo dove opera da 50 anni il nostro Centro culturale.Abbiamo deciso di riprendere così la antica tradizione della proclamazione popolare di patroni e santi per valorizzare i luoghi di Bera che sono un punto di riferimento europeo della civiltà cristiana occidentale. La autentica civiltà occidentale, e metteremo una targa dove un piccolo nucleo di una trentina di persone ha animato il gruppo promotore dell’iniziativa che dal prossimo anno estenderemo a tutto il quartiere, cuore di una cultura differente della storia di Milano ed europea.
Il podcast è riservato agli Amici del Centro Brera in regola con il tesseramento 2025 una forma di sostegno concreto che ci permette di promuovere e condividere la cultura in modo indipendente.
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Lo scandalo urbanistico viene da lontano

Le istituzioni milanesi sono piombate nel caos. La Procura di Milano ha richiesto la disposizione di sei misure di custodia cautelare, di cui quattro in carcere e due agli arresti domiciliari, nell’ambito dell’inchiesta urbanistica che da mesi sta interessando i piani alti del potere e dell’urbanistica milanese. Tra questi, spiccano i nomi del presidente di COIMA, Manfredi Catella e dell’assessore alla Rigenerazione Urbana del comune di Milano Giancarlo Tancredi. La nuova inchiesta aperta dalla Procura svelerebbe gravi illeciti nell’ambito dell’urbanistica meneghina; le ipotesi di reato includono corruzione, falsità ideologica, velocizzazione illegale dei permessi edilizi, conflitto d’interessi e promozione di pratiche speculative. Secondo alcuni giornali risulterebbe indagato anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, che sarebbe stato a conoscenza delle manovre illecite. Le radici del problema, tuttavia, affondano in anni di cattive pratiche fondate su corruzione e speculazione, che hanno accompagnato lo svilupparsi della città “che non si ferma mai”. 

Tra le misure cautelari emerge anche la figura di Giuseppe Marinoni, presidente della Commissione Paesaggio, riconfermato per il quadriennio 2025-2028, su proposta dello stesso Tancredi. Secondo le accuse Marinoni avrebbe ordito dal 2021 una trama atta a costruire un «piano di governo del territorio ombra» con il fine di garantire gli interessi privati del settore urbanistico e immobiliare a discapito di quelli pubblici.

La commissione presieduta da Marinoni avrebbe sbloccato progetti urbanistici su pressione dei vari colossi dell’architettura e della politica milanese. Di questo circolo farebbero parte Catella, Tancredi, Stefano Boeri e lo stesso Sala. Le indagini della procura mettono così in evidenza pratiche opache, tra le quali rientra la riconferma nel dicembre 2024 di Marinoni alla presidenza della commissione, nonostante le indagini a suo carico messe in moto nel novembre dello stesso anno.

Marinoni avrebbe ricevuto quindi incarichi di consulenza dalle aziende private, che finivano per essere esaminate dalla stessa Commissione Paesaggio di cui è presidente. Le istituzioni politiche comunali venivano spinte ad approvare queste opere grazie all’influenza di Giancarlo Tancredi, uomo di fiducia di Beppe Sala. Sono numerose le opere d’architettura coinvolte: il Pirellino, i Bastioni di Porta Nuova, Goccia-Bovisa e lo Scalo di Porta Romana sono solo alcuni dei progetti illeciti che sembrano coinvolgere anche le principali aziende immobiliari della città, da Unipol a Hines, nonostante non figurino al momento tra le liste degli indagati.

Richiesta la detenzione anche per Giovanni Oggioni, ex vicepresidente della Commissione Paesaggio e già agli arresti domiciliari dallo scorso marzo, accusato di aver attuato pratiche di influenza e favoreggiamento in cambio di utilità. L’ex vicepresidente, secondo il pm, avrebbe partecipato nella stesura del decreto SalvaMilano per coprire l’approvazione di progetti illegali e creato un canale politico per far arrivare la legge in Parlamento. Inoltre, secondo la Procura, avrebbe fatto passare in Commissione tra il 2020 e il 2023 vari progetti della società di sviluppo immobiliare residenziale Abitare In, a cambio dell’assunzione nell’azienda della figlia.

Risulta indagato anche Stefano Boeri, architetto, tra le varie opere, del Pirellino, incarico assunto dopo la vittoria del concorso indetto da COIMA nel 2019, e del noto Bosco Verticale. Boeri, già indagato per turbativa d’asta, false dichiarazioni e abuso d’ufficio, avrebbe esercitato pressioni «indebite e reiterate» nei confronti di Marinoni, in merito ad opinioni inizialmente sfavorevoli nell’ambito dell’edificazione del Pirellino.

Manfredi Catella chiude il cerchio dei nomi caldi in questa storia. Direttore di COIMA, Catella è il principale promotore della nuova Milano; suoi sono i progetti di Porta Nuova, Torre Unicredit, BAM Biblioteca degli alberi. A questo si aggiungono i progetti sugli scali ferroviari e la costruzione del Villaggio Olimpico nello scalo di Porta Romana. Anche lui sarebbe coinvolto in pratiche di corruzione e falso nell’ottenimento di permessi di costruzione.

Dure le reazioni della politica, con Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia e Lega che chiedono le dimissioni di Beppe Sala, mentre tace per il momento il Partito Democratico.

Per quanto le richieste di misure cautelari presentate dalla Procura abbiano sconvolto l’urbanistica e le istituzioni milanesi, lo scoppio dello scandalo si scorgeva già da lontano. Il clamore mediatico del tutto prevedibile che ne è conseguito, non dovrebbe offuscare la consapevolezza che queste pratiche si sono perpetrate per anni, spesso nel silenzio complice di una stampa legata mani e piedi dagli interessi della politica e della finanza. Il “modello Milano”, che nel corso del tempo ha ricevuto l’encomio imprenditoriale ed istituzionale, ha svelato una verità già nota ad una parte della cittadinanza. La politica del mattone, finalizzata alla costruzione dell’idea di una città smart, non ha fatto altro che rendere la vita della cittadinanza impossibile, ingabbiata, spesso consapevolmente, nella retorica della metropoli che non si ferma mai. Questo modello urbanistico mira ad una campagna promozionale costante, come già ci avevano dimostrato i progetti Expo 2015 e ora Olimpiadi Milano-Cortina 2026, volti ad attirare l’interesse internazionale a detrimento dei bisogni concreti della popolazione che abita la città. I comitati di quartiere in lotta, le associazioni, i giornalisti, spesso considerati come delle fastidiose Cassandra, avvertivano già da tempo sul futuro di una città costruita sulla speculazione e sulla corruzione del modello pubblico-privato. La politica che ha espulso e continua a espellere sempre più gente dalla capitale lombarda ha svelato le sue modalità. Il castello di carte inizia a crollare.

fonte

DECAPITATA L’URBANISTICA A MILANO

La richiesta della procura è quella dei domiciliari sia per Catella sia per Tancredi. Gli investigatori hanno notificato l’atto al presidente di Coima mentre stava per salire sull’aereo per un viaggio programmato. Catella, con Coima, ha in campo una serie di progetti importanti a Milano come Milano Porta Nuova, il Pirellino, lo Scalo di Porta Romana e la Biblioteca degli alberi. 

Il gip di Milano, Mattia Fiorentini, ha fissato per il 23 luglio gli interrogatori preventivi dell’assessore e dell’imprenditore. Questa inchiesta arriva dopo una prima fase che aveva portato all’arresto dell’ex direttore dello Sportello unico edilizia, Giovanni Oggioni

Le accuse

Secondo i pm, Catella sarebbe al centro di un caso di corruzione con l’ex presidente della Commissione paesaggio Giuseppe Marinoni. Inoltre, con Tancredi è accusato di induzione a dare o promettere utilità sempre con Marinoni. L’assessore Tancredi è accusato anche di falso perché non avrebbe rilevato e comunicato il conflitto di interessi con lo stesso Giuseppe Marinoni. In questo contesto, si legge nel decreto di perquisizione della procura, Tancredi avrebbe fatto “riconfermare al sindaco Sala la nomina di Marinoni alla Commissione”. 

Tra i casi riportati dalla procura di Milano c’è quello del Pirellino. Tancredi, si legge nella carta, “abusando dei poteri di assessore alla Rigenerazione urbana del Comune” su “richiesta di Manfredi Catella e di Stefano Boeri interferiva nelle valutazioni della Commissione per il paesaggio” inducendo “Marinoni a orientare la Commissione a esprimere parere favorevole sull’intervento edilizio denominato P39-Pirellino e Torre botanica al fine di garantire utilità e soddisfazione agli interessi economici di Catella e del suo progettista Stefano Boeri, modificando il parere negativo già espresso dalla Commissione per il paesaggio sull’impatto dei volumi e su altre gravi incongruenze progettuali”.

La nota di Manfredi Catella

“Abbiamo provveduto tempestivamente a fornire quanto ci è stato sinora chiesto e a svolgere le verifiche interne per confermare la regolarità in merito, che avremo modo di rappresentare con chiarezza nella sede giudiziaria – fa sapere Catella in una nota -. La trasparenza e la legalità sono fondanti per il nostro gruppo e per tutti i noi, e avremo modo di affermarlo con determinazione anche in questa circostanza”. Il ceo di Coima ha aggiunto: “In data odierna abbiamo ricevuto una notifica del Tribunale di Milano per informarci dell’indagine in corso relativamente a un incarico progettuale affidato in passato dalla nostra società all’architetto Scandurra” e precisa: “Dato il ruolo dell’architetto anche come membro della commissione paesaggistica del Comune di Milano fino al 2024, viene prospettata l’ipotesi che l’incarico professionale affidato possa avere influenzato la condotta del professionista nella commissione in merito ai progetti promossi nella nostra società”. 

Le altre richieste al gip

Ci sono altre quattro richieste al gip di custodia cautelare in carcere nella nuova inchiesta per corruzione, falso e indebita a dare o promettere utilità sull’urbanistica di Milano e i grandi progetti di trasformazione urbana. Si tratta dell’imprenditore della società immobiliare Bluestone, Andrea Bezziccheri, già indagato o imputato nei fascicoli sulle Park Tower di via Crescenzago 105 e sul palazzo nel cortile ‘Hidden Garden’ di piazza Aspromonte. 

Chiesta la misura cautelare più pesante anche per l’ex presidente della commissione paesaggio di Milano, Giuseppe Marinoni, per l’architetto Alessandro Scandurra (anche lui ex membro della commissione paesaggio) e per l’architetto Federico Pella della società di ingegneria e progettazione integrata J+S, protagonista fra i vari progetti della cordata vincitrice del progetto di riqualificazione delle ex Scuderie de Montel di San Siro, trasformate nelle Terme de Montel nell’ambito del bando internazionale di rigenerazione urbana Reinventing Cities. Quest’ultimo si trovava all’estero al momento della notifica del provvedimento. Per tutti gli interrogatori preventivi sono stati fissati il 23 luglio.

“Il fenomeno indagato, legato ad alcuni profili di incontrollata espansione edilizia, ha assunto dimensioni di rilievo notevolissimo”, scrive il procuratore di Milano, Marcello Viola, in una nota. Le indagini, aggiunge, “hanno già portato nei mesi scorsi al sequestro di diversi cantieri” e a “misure cautelari personali”.

Uffici asserviti alle utilità dei privati

Secondo i pm, si sarebbe verificato “un allarmante predominio degli interessi privati su quelli pubblici, a causa di croniche situazioni di conflitto di interessi”. Gli elementi raccolti costituirebbero “un’ulteriore conferma della degenerazione della gestione urbanistica dell’amministrazione comunale di Milano”, con uffici “asserviti alle utilità di una cerchia ristretta ed elitaria di soggetti privati” anziché presidiare la “tutela dell’interesse pubblico”. Il risultato sarebbe stato quello di “programmi e interventi di un’imponente e incontrollata espansione edilizia della città”.

Chi è Manfredi Catella

È noto al grande pubblico perché l’azienda di cui è Ceo, Coima Sgr, è “madre” del Bosco Verticale e in generale di tutta Porta Nuova, il quartiere che ha cambiato il volto di (parte di) Milano, non senza polemiche. Manfredi Catella, di cui i pm di Milano hanno chiesto gli arresti domiciliari mercoledì 16 luglio (insieme all’assessore alla rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi) nell’ambito di un nuovo filone delle inchieste sull’urbanistica, è un imprenditore noto al grande pubblico.

Le reazioni: FdI e M5S chiedono le dimissioni di Sala

Immediate e inevitabili le reazioni nel mondo politico milanese. Fratelli d’Italia chiede senza mezzi termini le dimissioni del sindaco Beppe Sala. “Siamo di fronte a un sistema compromesso”, commenta Sandro Sisler, senatore di FdI: “Rispettiamo il lavoro degli inquirenti e, ovviamente, tutti sono innocenti fino a una sentenza di condanna definitiva, ma non possiamo non tenere in considerazione il dato politico che impone un atto di responsabilità: il sindaco Sala deve rassegnare le dimissioni”.

Con lui Riccardo Truppo, capogruppo di FdI in consiglio comunale: “Da troppo tempo Milano attende risposte serie e trasparenti da chi governa a Palazzo Marino. La misura è colma. Milano ha atteso i comodi della giunta Sala per ricevere risposte tecniche e politiche puntuali che potessero tirarla fuori dal pantano creato da 14 anni di gestione di sinistra. La città non può più essere ostaggio di questo sistema”.

Dimissioni necessarie anche per il Movimento 5 Stelle. “La notizia dell’ennesimo terremoto legato all’urbanistica, che in questi minuti sta travolgendo il Comune di Milano, deve essere l’ultimo capitolo della giunta Sala”, dichiara Nicola Di Marco, capogruppo in consiglio regionale: Lo stillicidio di assessori e funzionari, ricordiamo le dimissioni dell’assessore alla Casa Guido Bardelli lo scorso marzo, non può che portare il sindaco a trarre le logiche conseguenze, in quanto responsabile ultimo dell’attività comunale”.

Critica anche la Lega, senza però arrivare alla richiesta di dimissioni. “Come sempre siamo garantisti fino a sentenza e auspichiamo che tutto possa risolversi per il bene della città, ma la richiesta di arresto per un assessore del Comune di Milano, avanzata stamane dalla procura, mette in serio pericolo l’immagine del Comune e rischia di affossare una volta per tutte lo sviluppo urbanistico e l’economia della città”, si legge in una nota della segreteria provinciale e del gruppo in consiglio comunale: “Milano non può sopportare un nuovo scandalo urbanistico che coinvolge un membro della giunta e uno degli operatori più in vista in città proprio per i rapporti con l’amministrazione comunale. Chiediamo al sindaco Sala di fare scelte celeri per far ripartire l’economia e lo sviluppo della città”.

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Bufera urbanistica, i pm chiedono l’arresto per Manfredi Catella e l’assessore Giancarlo Tancredi. Indagato Stefano Boeri
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Altroviaggiare

di Pierfrancesco Catucci

Negli ultimi anni il mondo del turismo ha fatto propria una parola ricorrente: sostenibilità. La troviamo ovunque, dai cataloghi alle pubblicità online, passando per le schermate di prenotazione dei voli. Basta un clic per “compensare le emissioni” del proprio viaggio e sentirsi, almeno un po’, in pace con l’ambiente. Ma quanto c’è di vero in queste promesse?

Volare è ancora oggi una delle attività a maggiore impatto ambientale. Eppure, sono molte le compagnie aeree che parlano di emissioni zero, carburanti alternativi, flotte sostenibili e impegni climatici. Parole rassicuranti, spesso accompagnate dalla richiesta di un piccolo contributo extra da parte del passeggero (Altroconsumo ha indagato anche quanto lievitano i prezzi dei voli low cost con i costi extra). Una strategia che sposta la responsabilità ambientale sul consumatore finale, presentando come virtuose pratiche che in realtà non risolvono il problema, ma anzi rischiano di alimentarlo.

Un’indagine europea che fa luce sulle strategie di greenwashing

Nel 2023 Altroconsumo, insieme ad altre 22 organizzazioni europee coordinate dal Beuc (Bureau européen des unions de consommateurs, il gruppo europeo composto da 45 organizzazioni dei consumatori di 32 Paesi), ha segnalato alle autorità venti compagnie aeree per messaggi ingannevoli legati alla sostenibilità, il cosiddetto greenwashing. Dopo due anni di pressione e monitoraggio, qualcosa si è mosso.

Alcune compagnie hanno rimosso i messaggi più discutibili dalle loro piattaforme di prenotazione. Norwegian ha eliminato tutte le dichiarazioni climatiche. Wizz Air e Ryanair hanno cancellato l’opzione di compensazione della CO₂, mentre Vueling ha ritirato la possibilità di aggiungere un costo extra per sostenere una tariffa “green”. Altre società hanno modificato il linguaggio usato o i colori grafici per rendere le proposte meno fuorvianti.

Nonostante si tratti di cambiamenti parziali, sono segnali importanti che dimostrano come l’azione collettiva dei consumatori possa produrre risultati concreti. Ed è proprio questo lo spirito con cui Impegnati a Cambiare nasce e si sviluppa: promuovere la consapevolezza, ma anche agire per generare trasformazioni reali, migliorare le regole e rendere i mercati più equi e trasparenti.

Restano ancora diffuse alcune affermazioni problematiche, come le dichiarazioni di compensazione delle emissioni di CO₂ e gli obiettivi di sostenibilità a lungo termine non verificabili. Inoltre, si stanno diffondendo nuove “tariffe verdi” che promettono vantaggi per futuri voli a chi paga un sovrapprezzo oggi. In pratica, chi pensa di fare del bene finisce per essere incentivato a volare di più, con effetti contrari agli obiettivi ambientali dichiarati.

È proprio per evitare questo paradosso che Altroconsumo continuerà a vigilare e a chiedere maggiori tutele per chi viaggia, rafforzando l’idea che ogni segnalazione, ogni azione collettiva, può contribuire a cambiare davvero le cose.

Cosa non torna nelle compensazioni ambientali

Prendiamo la riforestazione. In teoria, piantare alberi per assorbire CO₂ è una buona idea. In pratica, molti progetti consistono in monocolture di specie non autoctone, realizzate in aree già forestali o agricole, talvolta persino abitate da comunità indigene. Il risultato? Perdita di biodiversità, competizione con la produzione alimentare, e impatti sociali negativi.

Anche i carburanti sostenibili per l’aviazione (Saf) vengono spesso presentati come la soluzione al problema. Ma, secondo le stime ufficiali dell’Unione europea, nei prossimi anni copriranno solo una percentuale minima del fabbisogno totale. Chiedere oggi ai viaggiatori di finanziarli con sovrapprezzi – come fa, ad esempio, Air France – è dunque una pratica discutibile, che alimenta aspettative poco realistiche.

In generale, per parlare di vera compensazione, i progetti dovrebbero essere permanenti, verificabili, addizionali. In molti casi, però, questi criteri non vengono rispettati.

Obiettivi futuri e voli a “emissioni nette zero”

Alcune compagnie, come Austrian Airlines, parlano apertamente di voler raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050. Ma questa espressione non significa che i voli smetteranno di emettere gas serra: significa solo che si cercherà di compensare le emissioni attraverso altri interventi. Anche qui, senza un sistema di controllo e monitoraggio, il rischio di greenwashing resta altissimo.

Cosa possiamo fare noi, cosa devono fare le compagnie

Volare oggi non è un’attività sostenibile, e non lo sarà nel breve periodo. Ma possiamo iniziare a fare la nostra parte scegliendo in modo più consapevole. Informarsi è il primo passo. Evitare l’aereo quando esistono alternative a minore impatto ambientale è un’ottima strategia. Anche restare più a lungo nei luoghi visitati, sostenere il turismo locale e ridurre i viaggi inutili sono scelte che possono fare la differenza.

Allo stesso tempo, le compagnie aeree devono essere trasparenti. È fondamentale che i passeggeri sappiano esattamente cosa stanno finanziando quando pagano una tariffa “green”. E se le promesse non sono mantenute, deve essere previsto un rimborso.

Altroconsumo chiede che le autorità competenti introducano sanzioni per chi usa la sostenibilità come leva di marketing, e che vengano stabilite regole più precise e vincolanti sulla comunicazione ambientale nel settore aereo.

Viaggiare bene, senza farsi illusioni

Il cambiamento non passa per slogan rassicuranti, ma per scelte concrete, consapevoli e collettive. La sezione AltroViaggiare di Impegnati a Cambiare nasce proprio per questo: offrire strumenti, informazioni e spunti utili a chi vuole scoprire il mondo senza farsi illusioni, ma con rispetto e responsabilità.

Viaggiare bene non significa arrivare più lontano, ma lasciare dietro di sé un impatto più leggero e un segno più giusto.

Scrub per il corpo: istruzioni per l’uso

La cura del corpo passa anche attraverso piccoli gesti quotidiani, spesso sottovalutati, ma fondamentali per il benessere della pelle. Tra questi, l’esfoliazione ha un ruolo centrale.
Rimuovere le cellule morte, stimolare il rinnovamento cellulare e migliorare la texture dell’epidermide sono solo alcuni dei benefici dello scrub per il corpo. Questo trattamento, semplice da eseguire anche a casa, può fare la differenza nella routine di bellezza di chi desidera una pelle più liscia, luminosa e ricettiva ai trattamenti idratanti. Tuttavia, è essenziale conoscere modalità, frequenze e prodotti adatti al proprio tipo di pelle per evitare irritazioni o risultati controproducenti.


Cos’è uno scrub e come agisce sulla pelle
Uno scrub è un prodotto cosmetico formulato per esfoliare la pelle del corpo. La sua composizione comprende solitamente una base cremosa o oleosa, arricchita con microgranuli di origine naturale o sintetica che, con il massaggio, rimuovono meccanicamente le cellule morte presenti sulla superficie cutanea. Questo processo favorisce il rinnovamento cellulare e stimola la microcircolazione, rendendo la pelle più tonica e compatta.
Sottoporsi regolarmente a uno scrub esfoliante per il corpo può contribuire anche a prevenire problematiche cutanee come i peli incarniti, la secchezza e l’aspetto opaco dell’epidermide. Inoltre, esfoliare prima dell’applicazione di trattamenti specifici, come creme anticellulite o idratanti, ne potenzia l’efficacia, poiché i principi attivi penetrano più in profondità.


Quando e quanto spesso utilizzare lo scrub
La frequenza con cui si può utilizzare uno scrub varia in base al tipo di pelle. Per chi ha una cute normale o mista, è generalmente consigliabile effettuare uno scrub una o due volte alla settimana. Chi ha la pelle particolarmente sensibile o secca dovrebbe invece limitare l’utilizzo a una volta ogni dieci giorni, scegliendo prodotti delicati e formulati appositamente.
Molti commettono l’errore di esfoliare troppo spesso, credendo di ottenere risultati migliori. In realtà, un uso eccessivo può compromettere il film idrolipidico della pelle, causando arrossamenti, secchezza e sensazione di fastidio. È bene quindi rispettare i segnali del proprio corpo e adeguare la routine in base alla stagione e alle condizioni della pelle. Nei mesi invernali, ad esempio, la pelle tende a disidratarsi con maggiore facilità e potrebbe
necessitare di intervalli più lunghi tra un trattamento e l’altro.


Scegliere lo scrub adatto al proprio tipo di pelle
La scelta dello scrub non può prescindere dalle caratteristiche della propria pelle. Le formulazioni presenti sul mercato sono numerose e rispondono a diverse esigenze: esistono scrub a base di zucchero, sale marino, caffè, gusci di frutta tritati, avena o argilla, ognuno con proprietà specifiche.
Chi ha la pelle grassa o ispessita può optare per scrub più decisi, con granuli evidenti e consistenze compatte. Per chi ha la pelle delicata o soggetta a rossori è preferibile usare uno scrub corpo per pelli sensibili, caratterizzato da una texture più morbida e ingredienti lenitivi come la camomilla, il burro di karité o l’olio di mandorle dolci. Anche la presenza di profumazioni artificiali o coloranti può irritare le pelli più reattive, ed è quindi consigliabile
leggere con attenzione l’etichetta prima dell’acquisto.


Modalità di applicazione e accorgimenti utili
Applicare correttamente lo scrub è fondamentale per ottenere benefici senza arrecare danni alla pelle. Prima del trattamento, è opportuno detergere accuratamente la zona da trattare con un sapone neutro e acqua tiepida, che aiuta ad ammorbidire l’epidermide. Lo scrub va applicato sulla pelle umida, massaggiando con movimenti circolari dal basso verso l’alto. È
importante non esercitare una pressione eccessiva, soprattutto sulle zone più delicate come l’interno coscia o il décolleté.
Il tempo del massaggio non dovrebbe superare i cinque minuti. Dopo l’applicazione, si procede al risciacquo con acqua tiepida, evitando temperature troppo alte, che potrebbero alterare l’equilibrio cutaneo. È consigliabile evitare subito dopo l’esfoliazione l’utilizzo di prodotti contenenti alcol, come alcuni deodoranti o lozioni, che potrebbero risultare irritanti. L’applicazione di una crema idratante ricca, invece, aiuta a ristabilire l’equilibrio naturale della pelle e potenzia l’effetto levigante dello scrub.


Esfoliazione e stagionalità: come regolarsi

Le esigenze della pelle cambiano a seconda della stagione, e lo stesso vale per l’uso dello scrub. Durante l’inverno, il freddo e il riscaldamento domestico possono rendere la pelle più secca e fragile. In questo periodo è opportuno scegliere scrub idratanti e utilizzare il trattamento con minore frequenza. In estate, invece, l’esfoliazione diventa un alleato importante per mantenere uniforme l’abbronzatura e liberare la pelle da residui di protezione
solare o sabbia.
Tuttavia, è fondamentale non eseguire uno scrub poco prima di esporsi al sole: l’esfoliazione rende la pelle temporaneamente più sensibile ai raggi UV. È buona norma quindi distanziare il trattamento di almeno 24 ore da eventuali esposizioni, utilizzando nel frattempo una protezione solare adeguata.


Trattamenti specifici post-esfoliazione
Dopo l’esfoliazione, la pelle è particolarmente ricettiva. È il momento ideale per applicare trattamenti nutrienti, elasticizzanti o tonificanti. Molti centri estetici propongono cicli di scrub combinati a fanghi, bendaggi o massaggi con oli essenziali. In ambito domestico, si può approfittare del momento post-scrub per coccolare la pelle con maschere corpo o lozioni con ingredienti attivi come acido ialuronico, collagene o vitamina E.
Questa fase della skincare non va trascurata, poiché un’idratazione profonda aiuta la pelle a mantenersi elastica e luminosa, contrastando i segni del tempo e la perdita di tono. Anche l’alimentazione gioca un ruolo importante: una dieta equilibrata e una buona idratazione quotidiana dall’interno sono elementi che completano i benefici visibili sulla superficie cutanea.


Gli errori da evitare durante l’uso dello scrub
Non sempre l’esfoliazione viene eseguita correttamente. Uno degli errori più comuni è utilizzare lo scrub sulla pelle asciutta, nella convinzione che l’attrito maggiore garantisca risultati più evidenti. In realtà, questo può causare microlesioni e arrossamenti, senza reali benefici aggiuntivi. Anche l’utilizzo di scrub per il viso sul corpo o viceversa può essere inappropriato, poiché i granuli hanno dimensioni e composizioni diverse a seconda dell’area
da trattare.
Un altro comportamento da evitare è l’esfoliazione su pelle irritata, scottata dal sole o soggetta a dermatiti. In questi casi, l’intervento cosmetico potrebbe peggiorare la situazione e compromettere la barriera protettiva naturale. Prima di iniziare qualsiasi trattamento, è sempre consigliabile valutare lo stato della propria pelle e, in caso di dubbi, rivolgersi a un dermatologo o a un professionista del settore.