Crisi Electrolux, “schiaffo” al Pirellone: l’azienda non si presenta. A Milano e provincia 800 posti a rischio

Rabbia bipartisan al Pirellone per l’assenza della multinazionale: mentre il piano di tagli minaccia l’indotto milanese, spunta il retroscena sul trasferimento dei macchinari. Qualcuno ha calcolato perdite d’indotto fino a 60 milioni in cinque anni

rritazione bipartisan in consiglio regionale, giovedì 11 giugno, per l’assenza di rappresentanti di Electrolux alla commissione attività produttive, durante la quale si è parlato della crisi aziendale con circa 1.700 posti a rischio in Italia, corrispondenti a circa il 40% della forza lavoro. In Lombardia il problema riguarda lo stabilimento di Solaro (Milano), con quasi 800 lavoratori che rischiano il posto.

Tutti contro Electrolux

Di “schiaffo ai lavoratori e alle istituzioni”, e di “fatto gravissimo e inaccettabile da parte di una multinazionale che ha incassato per anni soldi pubblici italiani e ora scarica sulla pelle delle persone i propri piani di delocalizzazione” parla, ad esempio, Paola Pizzighini, consigliera del Movimento 5 Stelle, rimarcando che l’azienda finora ha comunicato solo l’esubero degli operai, 217, ma non ha ancora fornito dati sulla quota di impiegati.

E di “sgrammaticatura istituzionale gravissima e ingiustificata” parla Marcello Ventura, consigliere di Fratelli d’Italia, presidente della commissione: “Davanti a un consiglio regionale unito e ai rappresentanti del territorio e dei lavoratori, sottrarsi al confronto significa mancare di rispetto alle istituzioni che per anni hanno supportato la multinazionale”. Secondo Ventura, il piano, che pretenderebbe un aumento della produzione a fronte del taglio del 40% della forza lavoro, è “totalmente privo di credibilità industriale, oltre che irricevibile sul piano sociale”.

Il tavolo al Ministero

Lunedì 15 giugno è in calendario un tavolo al Ministero delle Imprese, in vista del quale, data la complessità della situazione, “l’atteggiamento di chiusura dell’azienda è ancora più grave”, commenta ancora Ventura, riferendo che la Lombardia (unanime nella condanna del piano di tagli) sta lavorando con le altre Regioni e Province coinvolte.

I calcoli sull’indotto: perdite tra 32 e 60 mln

Oltre alla perdita dei posti di lavoro, qualcuno ha provato a fare i calcoli anche sull’impatto indiretto sul territorio. Secondo Giacomo Iametti, vice presidente della Provincia di Varese, la perdita complessiva in cinque anni sarebbe almeno di 32-40 milioni di euro, ma potrebbe raggiungere anche i 60 milioni. Oltre all’impatto dovuto dalla perdita di redditi da lavoro (ta 5 e 6,5 milioni), si aggiungono l’impatto sul commercio e la ristorazione (1,5 milioni), la contrazione del mercato immobiliare (fino a 1 milione) e la perdita di lavoro nell’indotto (un posto di lavoro in meno ogni 10 posti di lavoro persi tra Electrolux e Beko).

Dazi e rinnovabili

“L’istituzione non può farsi trattare in questo modo”, commenta Paolo Romano, consigliere del Partito democratico, riferendosi all’assenza di Electrolux in commissione. “Ma occorre fare cose concrete, come accelerare la transizione energetica, perché non è possibile che in Italia il megawattora costi 130 euro e in Francia 60. Oggi installare pannelli solari su una azienda richiede quasi due anni, è inaccettabile”. Romano chiede anche dazi temporanei sui grandi elettrodomestici cinesi e una ricognizione di tutti i fondi e agevolazioni in favore di Electrolux negli ultimi anni: “Non è possibile, come ci risulta, che stiano addirittura adattando i macchinari di Solaro per il trasferimento in America”.

Segnale sul futuro del sistema 

Martina Sassoli, consigliera di Noi Moderati, allarga la visione: “Quella di Electrolux non può essere considerata una vicenda isolata. Siamo di fronte a un segnale che riguarda più in generale il futuro del nostro sistema industriale e manifatturiero”, dice. “Se non si interviene con decisione, il rischio è quello di assistere a una progressiva desertificazione industriale che impoverisce i territori, disperde competenze e mette a repentaglio migliaia di posti di lavoro”.


Electrolux: in commissione regionale azienda non si presenta
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Autore: redazione@

giornalista e scrittrice milanese, lavora sul web dl 1996 come freelance, ha creato diversi siti di informazione al servizio dei cittadini

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