Dai cieli di Dante ai buchi neri di Einstein

un racconto teatrale che unisce Dante, Galileo, Einstein e la meraviglia del cosmo”A cura di Giampiero Chiavarotti e di Maria Grazia Russo, con letture sceniche di Nello IacopinoCamillo Micera e Debora Pelizza. Regia di Nello Iacopino. Una coproduzione Amici Cascina LinternoGiampiero Chiavarotti e Nuovo Gruppo Teatro di Milano Sabato 16 Maggio 2026 – Ore 16 – Chiesetta di Cascina LinternoVia F.lli Zoia, 194 – Parco delle Cave – 20152 -MilanoAutobus 67 da M1 “Bande Nere”, 49 da M1 “Inganni” e M5 “San Siro ”, 63 e 78 da M1 “Bisceglie” All’inizio del ‘900 le certezze della civiltà occidentale iniziano ad incrinarsi: arte, letteratura, pittura, scienza e politica entrano in una stagione di rivoluzione profonda. Da questa frattura nasce un nuovo sguardo scientifico sul mondo. Vi accompagneremo attraverso i secoli: da Platone a Dante, da Galileo a Newton, fino ad Einstein. Quattro voci, un’unica storia: un’esperienza teatrale che parla alla mente, all’immaginazione Info : 347 064 1221 – Ingresso libero con contributo di cortesia – Prenotazione obbligatoria al sito: www.cascinalinterno.it/eventiamicilinterno@libero.it – info@cascinalinterno.it – Facebook: Cascina Linterno (Linterno AgriCultura) – Instagram: @cascinalinterno.agricultura  Non vedi bene questa mail? Guardala nel browserNon sei interessato a ricevere le e-mail dagli Amici della Cascina Linterno? Disiscriviti qui 

Ossigeno-ozonoterapia al COF di Lanzo

Al COF Lanzo Hospital è attivo il nuovo ambulatorio di ossigeno-ozonoterapia
Servizio dedicato a trattamenti integrati e complementari rivolti a pazienti selezionati

Alta Valle Intelvi, 6 maggio 2026 –

È attivo al COF Lanzo Hospital S.p.A. il nuovo servizio di ossigeno-
ozonoterapia medica, metodica utilizzata in ambito sanitario come supporto terapeutico all’interno di percorsi di cura integrati e personalizzati.
L’avvio del nuovo ambulatorio rappresenta un ulteriore ampliamento dell’offerta sanitaria della struttura di Alta Valle Intelvi, con l’obiettivo di mettere a disposizione dei pazienti trattamenti complementari fondati
su appropriatezza clinica, sicurezza e valutazione specialistica preventiva.
L’ossigeno-ozonoterapia prevede l’impiego controllato di una miscela di ossigeno medicale e ozono,somministrata secondo protocolli riconosciuti dalla comunità scientifica di riferimento e nel rispetto delle
normative vigenti. Il trattamento viene proposto esclusivamente dopo visita medica specialistica e in presenza di indicazioni cliniche precise.
«Non si tratta di un gas miracoloso, ma di una molecola con proprietà biologiche specifiche che possono essere sfruttate in determinate condizioni patologiche. – spiega Sabrina Luoni, fisiatra e specialista in
Medicina dello Sport – In letteratura scientifica alla metodica vengono attribuite diverse azioni biologiche, tra cui effetti antinfiammatori e antalgici, attività antimicrobica e un possibile miglioramento della
microcircolazione e dell’ossigenazione dei tessuti. In ambito clinico, l’ossigeno-ozonoterapia può essere utilizzata come supporto, in casi selezionati, nella gestione del dolore cronico, nelle patologie
infiammatorie dell’apparato muscolo-scheletrico, nei disturbi circolatori periferici e nel trattamento di lesioni cutanee croniche.

Tra le applicazioni più frequenti rientrano lombalgie, artrosi, tendinopatie,
neuropatie periferiche e alcune condizioni degenerative articolari».
I trattamenti sono eseguiti in regime ambulatoriale da personale sanitario qualificato e adeguatamente formato, all’interno di un contesto clinico strutturato e controllato. La metodica non sostituisce le terapie
convenzionali, ma può affiancarle efficacemente nell’ambito di un approccio multidisciplinare alla cura del paziente.
«L’introduzione dell’ozonoterapia rappresenta un ulteriore passo nel percorso di ampliamento dell’offerta sanitaria del COF Lanzo Hospital – commenta Gianluca Merlano, direttore sanitario della struttura – si tratta di una metodica che, se correttamente indicata e inserita in un percorso clinico ben definito, può
offrire benefici significativi in termini di controllo del dolore, riduzione dell’infiammazione e supporto ai processi di guarigione, migliorando la qualità di vita dei nostri pazienti. Il nostro obiettivo è garantire sempre trattamenti efficaci basati su solide evidenze scientifiche, sicurezza ed appropriatezza clinica».
Con l’attivazione del nuovo servizio, il COF Lanzo Hospital conferma il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni sanitarie innovative e complementari, integrate nei percorsi assistenziali esistenti e orientate a una presa in carico globale del paziente.

mv

I falchetti sul Pirellone sono stati inanellati, si tratta di tre maschi e una femmina: ora scatta il toto nomi

Regione Lombardia lancerà il concorso per scegliere i nomi dei nuovi arrivati prima che spicchino il primo volo

Redazione

Milano torna a guardare con il naso all’insù verso la sommità del grattacielo Pirelli. Da ieri, i quattro pulli nati dalla storica coppia di falchi pellegrini, Giò e Giulia, sono ufficialmente inanellati. Le operazioni, condotte come da tradizione dal Gruppo ornitologico Lombardo, si sono svolte senza alcuna difficoltà, segnando un momento fondamentale per il monitoraggio della fauna urbana milanese.

Tre maschi e una femmina: l’esito dei controlli

Grazie alle operazioni di pesatura e alla valutazione di specifici parametri biometrici, gli esperti hanno potuto stabilire il sesso dei nuovi nati: nel nido del Pirellone albergano tre maschi e una femmina. A ciascun esemplare è stato applicato un anello di metallo leggero, studiato per non interferire con i movimenti delle zampe, riportante un codice alfanumerico univoco.

Un’identità internazionale per i falchi milanesi

L’inanellamento non è solo un rito, ma un atto scientifico di rilievo. I dati raccolti verranno infatti trasmessi all’Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) e successivamente inseriti nel database internazionale Euring. Questo sistema permetterà, in caso di futuri avvistamenti o ritrovamenti, di conoscere la distanza percorsa dal luogo di nascita e monitorare lo stato di salute dei falchi, inclusa la qualità del piumaggio e l’eventuale presenza di parassiti.

L’attesa prima del decollo e la sorveglianza speciale

Secondo quanto riferito da Giovanni Gottardi, presidente del Gol, e dall’ornitologo Guido Romagnoli, i piccoli dovranno attendere ancora almeno tre settimane prima di spiccare il primo volo. Una novità di quest’anno ha riguardato la sicurezza: alle operazioni hanno assistito per la prima volta due carabinieri esperti di anti-bracconaggio, che collaborano attivamente con il Gruppo ornitologico Lombardo per la tutela della specie.

Al via il contest: come si chiameranno i pulli?

Con i falchetti ancora saldamente nel nido, si apre ufficialmente la fase dedicata ai cittadini. Regione Lombardia si appresta infatti a lanciare l’atteso concorso per scegliere i nomi dei quattro pulli. Una volta stabilito il tema dell’anno, verrà avviato un contest pubblico: i cittadini potranno proporre una rosa di nomi e, attraverso una votazione, saranno selezionati i preferiti che identificheranno i nuovi simboli del cielo milanese.

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I falchetti sul Pirellone sono stati inanellati, si tratta di tre maschi e una femmina: ora scatta il toto nomi
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“Il diavolo veste Prada 2” offre un trattamento patinato al declino delle riviste.

Il sequel, che riunisce Anne Hathaway, Meryl Streep ed Emily Blunt, è familiare e a tratti assurdo, ma è anche un’intelligente e brillante riflessione sulla nostra epoca.

n “Il diavolo veste Prada 2”, gli uffici della rivista di moda Runway sono diventati un luogo leggermente più gentile e accogliente. Vent’anni dopo il nostro primo incontro, Miranda Priestly (Meryl Streep), l’indomabile direttrice, esige ancora la perfezione dal suo staff, ma i suoi insulti durante le riunioni sono più sprezzanti che pungenti, e persino il suo sguardo più tagliente non ha più la stessa affilatura di prima. Nel corso degli anni, Miranda ha ricevuto abbastanza richiami dalle risorse umane da frenare i suoi abusi. Ora, invece di scagliare il suo cappotto contro qualche lacchè tremante, deve farlo lei stessa, e la si vede trasalire per la tensione: un segno dell’età, forse, ma anche di umiliazione. Persino dal punto di vista giornalistico, è insolitamente fuori forma. La sua scena iniziale la vede commettere un raro errore editoriale che manda in fumo il suo sogno di una promozione ai vertici della casa editrice di Runway , Elias-Clarke. Anche la rivista è solo l’ombra di se stessa, e incombono gli orrori del consolidamento aziendale e della riduzione del personale. Quanto può peggiorare la situazione? In questo film, persino Miranda Priestly viaggia in classe economica.

Il primo ” Il diavolo veste Prada “, uscito con grande successo nell’estate del 2006, era tratto dal romanzo bestseller del 2003 di Lauren Weisberger , che si ispirava alla sua esperienza come assistente di Anna Wintour , all’epoca direttrice di Vogue . Il libro della Weisberger poteva anche essere una critica opportunistica, ma il regista David Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna lo trasformarono in uno dei migliori film di Hollywood dell’epoca, con la piacevole raffinatezza e la perfidia di una classica commedia degli anni Quaranta o Cinquanta. (Si potrebbe definire “Tutto su Yves Saint Laurent”). Miranda, una cattiva stridula e monodimensionale sulla carta, rinacque, nell’interpretazione di Streep, come la più squisita delle divinità del terrore: una fascista del mondo della moda dai capelli argentati e dalla voce suadente, tanto impossibile quanto irresistibile. La seconda esperienza di Streep, al contrario, si snoda come una serie di piccole umiliazioni: una caduta dal suo piedistallo olimpico, un inciampo alla volta.

State certi che “Il diavolo veste Prada 2” è, non meno del suo predecessore, una fiaba newyorkese scintillante, talmente ricca di tessuti pregiati che un atterraggio morbido è praticamente garantito. Il sequel è anche una reunion di prim’ordine, con almeno tre tappe incredibilmente stravaganti – una villa nel Vermont, un rifugio negli Hamptons, una settimana della moda milanese prolungata all’inverosimile – e tutti i protagonisti principali fedelmente presenti, Frankel e McKenna inclusi. Stanley Tucci torna nei panni di Nigel, il fedele consigliere di Miranda, che non sbaglia mai una battuta e non indossa mai lo stesso fazzoletto da taschino due volte. Emily Blunt, che il primo “Prada” ha reso una star, torna a interpretare Emily Charlton, l’ex assistente di Miranda, un’elegante ex assistente dallo stile grintoso; ora dirige il settore del lusso da Dior, una posizione che le permette di prendersi qualche piccola rivincita sul suo vecchio capo.

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Il personaggio più significativo della storia, a parte la stessa Miranda, è Andy Sachs ( Anne Hathaway ), che un tempo lavorava al fianco di Emily come assistente e alla fine l’ha superata. Andy era il brutto anatroccolo della rivista, trasformatosi in un cigno di successo, anche se alla fine ha abbandonato il nido per una carriera più modesta, ma apparentemente più seria, come giornalista investigativa. Il ritorno di Andy a Runway è il primo dei tanti espedienti narrativi del sequel, ma con una nota di inquietante plausibilità: all’inizio, lei e molti dei suoi colleghi del giornale vengono licenziati senza tanti complimenti tramite SMS, una selezione che potrebbe ricordare, tra gli altri massacri giornalistici, il recente smantellamento del Washington Post . Con una tempistica sospettosamente fortunata, Andy viene assunto come nuovo responsabile della sezione articoli di Runway , una mossa che Irv Ravitz (Tibor Feldman), il capo della Elias-Clarke in stile Si Newhouse, spera possa salvare quel che resta della credibilità della pubblicazione dopo la gaffe di Miranda.