
Lo incontrai a Casa Milan nel gennaio del 2025, era l’ospite d’onore della commemorazione di mio papà, Ferdinando Valletti, giocatore del Milan nel 1943 e poi deportato a Mauthausen.
Mia figlia ed io eravamo molto emozionate: stringere la mano e affiancare “il Capitano” mentre si concedeva ai fotografi e ci regalava la sua maglia era davvero fantastico.
Qualche mese dopo arrivò per lui l’intervento ai polmoni, poi più nulla fino alla sfilata come tedoforo insieme con Bergomi alle Olimpiadi invernali dello scorso anno.
Ma conosciamo meglio questo grande campione anche nel suo privato di uomo e padre.
Chi era Franco Baresi
Nato a Travagliato l’8 maggio 1960, Baresi ha rappresentato come pochissimi altri il concetto di bandiera calcistica. La sua è stata una vita interamente dipinta di rosso e di nero: cresciuto nel vivaio milanista dal 1974, ha vestito la maglia della prima squadra dal 1978 al 1997, collezionando 717 presenze ufficiali in ventuno stagioni e posizionandosi al secondo posto alltime dietro al solo Paolo Maldini, direttore tecnico uscente della Nazionale. Debuttante in Serie A a soli 17 anni contro il Verona, prese la fascia di Capitano a appena 22 anni, indossandola con orgoglio anche negli anni bui della Serie B, a testimonianza di una fedeltà incrollabile che lo portò, al momento del ritiro, a vedere ritirata la sua storica maglia numero 6.
La famiglia di Franco Baresi era solida, la moglie Maura Lari sposata dopo una storia d’amore nata per caso fra i tavoli del ristorante di Montevarchi nel quale si erano conosciuti. Si sposarono il 10 settembre 1984, cercare stabilità nelle cose era una caratteristica di Franco. Dal loro matrimonio è nato nel 1991 Edoardo. La famiglia si è allargata nel 1997, quando in casa Baresi è arrivato Gianandrea, bambino russo che la famiglia aveva deciso di adottare. Entrambi i figli di Franco Baresi e Maura Lari hanno scelto di non seguire le orme del padre e di non intraprendere la carriera da calciatori.
La carriera
Il suo palmarès parla la lingua dei giganti. Nella sua immensa carriera con il Milan ha sollevato al cielo 6 Scudetti, 4 Supercoppe Italiane, 3 Coppe dei Campioni/Champions League, 2 Supercoppe UEFA, 2 Coppe Intercontinentali e una Coppa Mitropa, oltre ai due campionati cadetti che segnarono la rinascita del club. Ma al di là dei trofei, Baresi lascia un ricordo fatto di eleganza, senso della posizione e correttezza, parametri che hanno ridisegnato per sempre il ruolo del difensore moderno. Oggi il Milan e il calcio mondiale perdono un pilastro, ma il mito del “Kaiser Franz” rossonero resterà per sempre scolpito nella storia.
La storia finisce qui… ma oggi tutti noi che gli abbiamo voluto bene e lo abbiamo ammirato siamo un po’ più soli.
Manuela Valletti
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