La richiesta della procura è quella dei domiciliari sia per Catella sia per Tancredi. Gli investigatori hanno notificato l’atto al presidente di Coima mentre stava per salire sull’aereo per un viaggio programmato. Catella, con Coima, ha in campo una serie di progetti importanti a Milano come Milano Porta Nuova, il Pirellino, lo Scalo di Porta Romana e la Biblioteca degli alberi.
Il gip di Milano, Mattia Fiorentini, ha fissato per il 23 luglio gli interrogatori preventivi dell’assessore e dell’imprenditore. Questa inchiesta arriva dopo una prima fase che aveva portato all’arresto dell’ex direttore dello Sportello unico edilizia, Giovanni Oggioni.
Le accuse
Secondo i pm, Catella sarebbe al centro di un caso di corruzione con l’ex presidente della Commissione paesaggio Giuseppe Marinoni. Inoltre, con Tancredi è accusato di induzione a dare o promettere utilità sempre con Marinoni. L’assessore Tancredi è accusato anche di falso perché non avrebbe rilevato e comunicato il conflitto di interessi con lo stesso Giuseppe Marinoni. In questo contesto, si legge nel decreto di perquisizione della procura, Tancredi avrebbe fatto “riconfermare al sindaco Sala la nomina di Marinoni alla Commissione”.
Tra i casi riportati dalla procura di Milano c’è quello del Pirellino. Tancredi, si legge nella carta, “abusando dei poteri di assessore alla Rigenerazione urbana del Comune” su “richiesta di Manfredi Catella e di Stefano Boeri interferiva nelle valutazioni della Commissione per il paesaggio” inducendo “Marinoni a orientare la Commissione a esprimere parere favorevole sull’intervento edilizio denominato P39-Pirellino e Torre botanica al fine di garantire utilità e soddisfazione agli interessi economici di Catella e del suo progettista Stefano Boeri, modificando il parere negativo già espresso dalla Commissione per il paesaggio sull’impatto dei volumi e su altre gravi incongruenze progettuali”.
La nota di Manfredi Catella
“Abbiamo provveduto tempestivamente a fornire quanto ci è stato sinora chiesto e a svolgere le verifiche interne per confermare la regolarità in merito, che avremo modo di rappresentare con chiarezza nella sede giudiziaria – fa sapere Catella in una nota -. La trasparenza e la legalità sono fondanti per il nostro gruppo e per tutti i noi, e avremo modo di affermarlo con determinazione anche in questa circostanza”. Il ceo di Coima ha aggiunto: “In data odierna abbiamo ricevuto una notifica del Tribunale di Milano per informarci dell’indagine in corso relativamente a un incarico progettuale affidato in passato dalla nostra società all’architetto Scandurra” e precisa: “Dato il ruolo dell’architetto anche come membro della commissione paesaggistica del Comune di Milano fino al 2024, viene prospettata l’ipotesi che l’incarico professionale affidato possa avere influenzato la condotta del professionista nella commissione in merito ai progetti promossi nella nostra società”.
Le altre richieste al gip
Ci sono altre quattro richieste al gip di custodia cautelare in carcere nella nuova inchiesta per corruzione, falso e indebita a dare o promettere utilità sull’urbanistica di Milano e i grandi progetti di trasformazione urbana. Si tratta dell’imprenditore della società immobiliare Bluestone, Andrea Bezziccheri, già indagato o imputato nei fascicoli sulle Park Tower di via Crescenzago 105 e sul palazzo nel cortile ‘Hidden Garden’ di piazza Aspromonte.
Chiesta la misura cautelare più pesante anche per l’ex presidente della commissione paesaggio di Milano, Giuseppe Marinoni, per l’architetto Alessandro Scandurra (anche lui ex membro della commissione paesaggio) e per l’architetto Federico Pella della società di ingegneria e progettazione integrata J+S, protagonista fra i vari progetti della cordata vincitrice del progetto di riqualificazione delle ex Scuderie de Montel di San Siro, trasformate nelle Terme de Montel nell’ambito del bando internazionale di rigenerazione urbana Reinventing Cities. Quest’ultimo si trovava all’estero al momento della notifica del provvedimento. Per tutti gli interrogatori preventivi sono stati fissati il 23 luglio.
“Il fenomeno indagato, legato ad alcuni profili di incontrollata espansione edilizia, ha assunto dimensioni di rilievo notevolissimo”, scrive il procuratore di Milano, Marcello Viola, in una nota. Le indagini, aggiunge, “hanno già portato nei mesi scorsi al sequestro di diversi cantieri” e a “misure cautelari personali”.
Uffici asserviti alle utilità dei privati
Secondo i pm, si sarebbe verificato “un allarmante predominio degli interessi privati su quelli pubblici, a causa di croniche situazioni di conflitto di interessi”. Gli elementi raccolti costituirebbero “un’ulteriore conferma della degenerazione della gestione urbanistica dell’amministrazione comunale di Milano”, con uffici “asserviti alle utilità di una cerchia ristretta ed elitaria di soggetti privati” anziché presidiare la “tutela dell’interesse pubblico”. Il risultato sarebbe stato quello di “programmi e interventi di un’imponente e incontrollata espansione edilizia della città”.
Chi è Manfredi Catella
È noto al grande pubblico perché l’azienda di cui è Ceo, Coima Sgr, è “madre” del Bosco Verticale e in generale di tutta Porta Nuova, il quartiere che ha cambiato il volto di (parte di) Milano, non senza polemiche. Manfredi Catella, di cui i pm di Milano hanno chiesto gli arresti domiciliari mercoledì 16 luglio (insieme all’assessore alla rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi) nell’ambito di un nuovo filone delle inchieste sull’urbanistica, è un imprenditore noto al grande pubblico.
Le reazioni: FdI e M5S chiedono le dimissioni di Sala
Immediate e inevitabili le reazioni nel mondo politico milanese. Fratelli d’Italia chiede senza mezzi termini le dimissioni del sindaco Beppe Sala. “Siamo di fronte a un sistema compromesso”, commenta Sandro Sisler, senatore di FdI: “Rispettiamo il lavoro degli inquirenti e, ovviamente, tutti sono innocenti fino a una sentenza di condanna definitiva, ma non possiamo non tenere in considerazione il dato politico che impone un atto di responsabilità: il sindaco Sala deve rassegnare le dimissioni”.
Con lui Riccardo Truppo, capogruppo di FdI in consiglio comunale: “Da troppo tempo Milano attende risposte serie e trasparenti da chi governa a Palazzo Marino. La misura è colma. Milano ha atteso i comodi della giunta Sala per ricevere risposte tecniche e politiche puntuali che potessero tirarla fuori dal pantano creato da 14 anni di gestione di sinistra. La città non può più essere ostaggio di questo sistema”.
Dimissioni necessarie anche per il Movimento 5 Stelle. “La notizia dell’ennesimo terremoto legato all’urbanistica, che in questi minuti sta travolgendo il Comune di Milano, deve essere l’ultimo capitolo della giunta Sala”, dichiara Nicola Di Marco, capogruppo in consiglio regionale: Lo stillicidio di assessori e funzionari, ricordiamo le dimissioni dell’assessore alla Casa Guido Bardelli lo scorso marzo, non può che portare il sindaco a trarre le logiche conseguenze, in quanto responsabile ultimo dell’attività comunale”.
Critica anche la Lega, senza però arrivare alla richiesta di dimissioni. “Come sempre siamo garantisti fino a sentenza e auspichiamo che tutto possa risolversi per il bene della città, ma la richiesta di arresto per un assessore del Comune di Milano, avanzata stamane dalla procura, mette in serio pericolo l’immagine del Comune e rischia di affossare una volta per tutte lo sviluppo urbanistico e l’economia della città”, si legge in una nota della segreteria provinciale e del gruppo in consiglio comunale: “Milano non può sopportare un nuovo scandalo urbanistico che coinvolge un membro della giunta e uno degli operatori più in vista in città proprio per i rapporti con l’amministrazione comunale. Chiediamo al sindaco Sala di fare scelte celeri per far ripartire l’economia e lo sviluppo della città”.
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Bufera urbanistica, i pm chiedono l’arresto per Manfredi Catella e l’assessore Giancarlo Tancredi. Indagato Stefano Boeri
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