La ricchezza dei lombardi (non tutti) secondo la dichiarazione dei redditi. “Il rischio? Pochi paperoni e ceto medio in ginocchio”

Il professor Luca Mocarell: nelle città, dove la vita costa di più, anche il ceto medio se non ha altre rendite fa fatica. Lavoratori come insegnanti, infermieri, conducenti di mezzi pubblici hanno stipendi che non sono compatibili con gli affitti.

Il ceto medio è sempre più impoverito e deve fare i conti con il rincaro generalizzato dei prezzi

Il ceto medio è sempre più povero e deve fare i conti con il rincaro generalizzato dei prezzi

Per approfondire:

Fonte

Quanto chiedono i milanesi di mutuo alle banche (e quali tassi convengono di più)

Il report di Facile.it con Mutui.it sulla situazione dei mutui in Lombardia


Quanto chiedono i milanesi di mutuo alle banche (e quali tassi convengono di più)

n Lombardia chi compra casa ha bisogno di chiedere più soldi in prestito alle banche. È ciò che emerge da un’analisi effettuata da Facile.it e Mutui.it che hanno analizzato le domande di finanziamento inoltrate nel corso dei primi sei mesi del 2025. Milano, senza stupore, resta la città in cui si chiedono i mutui più alti in assoluto. 

I dati sui mutui in Lombardia

In media chi compra casa in Lombardia chiede poco meno di 149mila euro, un valore in aumento del 3% rispetto alle richieste dell’anno passato. Secondo gli esperti di Facile.it, il mercato dei mutui è tornato a rifiorire grazie alle buone condizioni offerte dalle banche, all’alleggerimento del costo del denaro e a un aumento generale della fiducia dei consumatori. Sebbene i valori non siano ancora quelli del 2022, un primo miglioramento si riscontra anche nell’età di chi avanza domanda di mutuo con sempre più giovani che si rivolgono alle banche. 

La richiesta di mutuo a Milano

Il report di Facile.it e Mutui.it
Il report di Facile.it e Mutui.it


Quanto chiedono i milanesi di mutuo alle banche (e quali tassi convengono di più)

https://www.milanotoday.it/economia/mutui-richieste-primo-semestre-2025.html
© MilanoToday

Un oligoelemento a basso costo fa sperare nella lotta contro il morbo di Alzheimer

I ricercatori sperano che il litio possa rallentare la progressione dell'Alzheimer in futuro (immagine simbolica).

Dopo sette anni di ricerche, un team di Harvard ha dimostrato che l’oligoelemento litio svolge un ruolo centrale nella malattia di Alzheimer. Negli esperimenti sugli animali, è stato in grado di invertire la perdita di memoria e le tipiche alterazioni cerebrali. Una scoperta che potrebbe aprire nuove strade per le terapie.

L’Alzheimer è uno dei grandi misteri della medicina. Mentre le cellule nervose muoiono, i ricercatori ne cercano le cause da decenni. A volte nei geni, a volte nei depositi di proteine nel cervello.

Sebbene di recente siano stati sviluppati nuovi approcci terapeutici, non esiste ancora un farmaco in grado di arrestare o far regredire la malattia. In Svizzera sono circa 150’000 le persone affette da declino cognitivo, soprattutto Alzheimer, e questa cifra potrebbe salire a circa 315’400 entro il 2050.

Ma ora, a sorpresa, un oligoelemento è al centro della scena: il litio. Questo metallo poco appariscente, noto per le batterie e utilizzato per decenni come stabilizzatore dell’umore in psichiatria, sembra svolgere un ruolo fondamentale per la salute del nostro sistema nervoso.

Regressione dei sintomi tipici dell’Alzheimer

Mentre il carbonato di litio viene utilizzato in dosi elevate per i disturbi bipolari – strettamente monitorato perché può stressare i reni e la tiroide – la nuova ricerca indica una dimensione completamente diversa.

Piccole quantità, a un dosaggio migliaia di volte più basso, del cosiddetto orotato di litio, potrebbero essere cruciali nel cervello per proteggere le cellule nervose e influenzare il decorso della malattia di Alzheimer.

Nell’attuale numero di «Nature»Bruce A. Yankner della Harvard Medical School e il suo team presentano i risultati di sette anni di ricerca sull’Alzheimer, con risultati sorprendenti.

I topi ricordano di nuovo

Somministrando piccole dosi di orotato di litio – una forma speciale del metallo – a topi con sintomi di Alzheimer, la loro memoria è tornata. Allo stesso tempo, anche i segni tipici della malattia nel cervello, depositi e grumi, sono chiaramente regrediti.

I topi hanno riacquistato la memoria, quasi come se avessero riacquistato la freschezza mentale di animali giovani.

Lo studio mostra in modo impressionante come il litio agisca nel cervello: stabilizza lo strato protettivo di mielina delle cellule nervose – un tipo di isolamento che assicura una rapida trasmissione dei segnali – sostiene le microglia, che agiscono come «pulitori» nel cervello per rimuovere i rifiuti e le strutture danneggiate, e inibisce la pericolosa formazione di depositi proteici che distruggono le cellule nella malattia di Alzheimer.

Finora la ricerca si è concentrata quasi esclusivamente sul cosiddetto approccio amiloide: vaccini e anticorpi avrebbero dovuto rimuovere le placche nel cervello.

Il litio apre ora una prospettiva completamente diversa: invece di limitarsi a rallentare i sintomi, il metallo potrebbe proteggere a livello cellulare e prevenire il processo della malattia.

Funziona anche per il Parkinson?

«L’orotato di litio è ridicolmente economico. È per questo che dovrebbero essere condotti studi solidi molto rapidamente», ha dichiarato al Washington Post Matt Kaeberlein, ex direttore dell’Healthy Aging and Longevity Research Institute dell’Università di Washington, che non è stato coinvolto nello studio. «Se questo non avviene immediatamente, sarà un imbarazzo per la ricerca sull’Alzheimer».

Ma per quanto i risultati siano promettenti, l’autore principale Bruce A. Yankner invita alla cautela. Non ci sono ancora prove che il litio sia efficace o sicuro nell’uomo.

«Il salto dal modello murino all’uomo è grande», dice il genetista di Harvard. «E può anche far crollare rapidamente le speranze precedenti».

Li-Huei Tsai del MIT, uno dei principali ricercatori sull’Alzheimer, lo definisce «molto eccitante». Sottolinea che molte persone con varianti genetiche a rischio non sviluppano mai la malattia. Forse perché le loro riserve naturali di litio nel cervello sono sufficientemente elevate.

Nel frattempo, oltre alla ricerca sull’Alzheimer, Yankner si sta occupando anche del Parkinson: il suo team sta studiando se l’orotato di litio possa essere efficace anche in questa malattia neurodegenerativa.

FONTE

Sgombero Leoncavallo, il disappunto di Sala: Comune non è stato avvisato dello sfratto

di REDAZIONE MILANO

Sgomberato il Leoncavallo a Milano: lo spazio di via Watteau restituito ai Cabassi dopo 31 anni e 133 avvisi di sfratto

Alle 10.30 sono finite le operazioni di sfratto. L’amarezza delle Mamme del Leoncavallo, esulta Matteo Salvini: “La legge è uguale per tutti: afuera!”. Il ministro dell’Interno Piantedosi: “È la fine di una lunga stagione di illegalità”

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Arcivescovo di Milano alla città

Quando una cosa promette di essere redditizia, chi ha risorse decide di investire e si aspetta che il suo investimento renda quanto più possibile. Forse la città si è messa sul mercato come “una cosa che promette di essere redditizia”, invece che presentarsi come una comunità in cui potrebbe essere desiderabile abitare. Il criterio del “maggior profitto possibile” può diventare come un idolo intrattabile che diventa sempre più avido e pretende che tutto sia a lui sacrificato: la vita della gente, il suolo, l’ambiente, le relazioni. Già in altre occasioni, in questi anni, ho sottolineato che Milano rischia di diventare una città molto attraente per turisti, uomini di affari, costruttori e fondi di investimento ma poco accessibile alla gente comune e con troppe disuguaglianze. Certo, le questioni sono complesse e le scelte difficili: se la città non attira investimenti, si condanna al declino; se la città attira investimenti dell’idolo avido di guadagnare, si condanna al deserto e alla disperazione». Lo afferma l’arcivescovo, mons. Mario Delpini, in un’ampia intervista pubblicata sul Corriere della Sera di venerdì 8 agosto, riflettendo sulla città  a partire dalle ultime vicende legate all’urbanistica che hanno coinvolto Milano.

«Ho grande fiducia nella gente che lavora onestamente e che assume responsabilità per il bene comune – continua l’Arcivescovo -. Ho stima e fiducia nei magistrati che svolgono il loro lavoro con coscienziosità e con la sincera ricerca della verità. Non di quelli che cercano la ribalta della notorietà e l’effetto politico degli indizi, piuttosto che la valutazione obiettiva dei comportamenti dei cittadini. Ho stima e fiducia negli amministratori che assumono la responsabilità del bene comune con onestà e intelligente lungimiranza. Ma non di quelli che asserviscono il loro potere a interessi di parte o personali. Ho stima e fiducia negli operatori della comunicazione che informano la gente con onestà ed equilibrio. Ma non di quelli che fanno dell’informazione un’arma per condannare, se non diffamare, con inappellabile severità, prima che le vicende giudiziarie si concludano».

L’impegno per il bene comune

Mons. Delpini poi sollecita un impegno deciso e concreto al servizio del bene comune. «Sono incline alla fiducia nelle persone e nelle istituzioni. Quel che è certo è che promuovere l’evoluzione di una cultura delle banche, delle università, dell’imprenditoria, dell’amministrazione non può essere solo un buon proposito. Ci vogliono uomini e donne che fanno della convinzione la motivazione, dei principi il criterio, del ruolo una vocazione, delle situazioni occasioni per agire con coerenza e incisività. Ci vogliono uomini e donne che siano forti e lucidi abbastanza per resistere alle pressioni dell’avidità, alla ricerca rassicurante del consueto e del consenso facile basato sui luoghi comuni, abbastanza preparati per argomentare che praticare la logica del bene comune prima del bene privato è una via più promettente dell’individualismo e dell’indifferenza. Ci sono uomini e donne così? Si facciano avanti!».

La città ha le energie per ripartire? «La città ha le energie – risponde mons. Delpini -. Quello che le manca è la speranza, è la fiducia, è l’ambizione di preparare una città migliore di quella attuale per le prossime generazioni, anche perché mi pare si sia diffuso un sentire, e non parlo solo di Milano, che non trova simpatiche le prossime generazioni, ritiene troppo fastidioso curarsi dei bambini e non ritiene sia una priorità dare loro il benvenuto».

BANDO ‘COLLABORA E INNOVA’ FA IL BIS

ASSESSORE FERMI: INIZIATIVA HA REGISTRATO UN GRANDE SUCCESSO, VOGLIAMO SOSTENERE TUTTI I PROGETTI PRESENTATI E NON FINANZIATI

CON 130 MILIONI INCENTIVATI INVESTIMENTI STRATEGICI PER LO SVILUPPO DI INNOVAZIONI DI PRODOTTO O DI PROCESSO

(LNews – Milano, 11 ago) “Ci sarà un ‘Collabora & Innova’ 2′. A dare l’attesa notizia è l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi.

“Visto il successo della prima edizione e il numero di domande ammesse all’agevolazione ma non finanziabili – spiega Fermi – abbiamo deciso di dare una seconda possibilità a Partenariati di Imprese e Organismi di Ricerca pubblici e privati (comprese Università, Istituti di ricerca e Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs). I numeri di ‘Collabora & Innova’ ci dicono che siamo andati nella giusta direzione, per cui l’investimento sarà più o meno simile al precedente: non si tratterà di un’edizione ridotta”.

Nei giorni scorsi infatti, è stata pubblicata la graduatoria del bando per il quale la Giunta regionale aveva anche deciso di aggiungere allo stanziamento iniziale di 100 milioni ulteriori 30 milioni di euro. In totale sono state presentate 138 domande, per 579 soggetti e un costo totale dei progetti presentati di oltre 687 milioni. Gli esiti del bando riportano quindi ben 59 progetti finanziabili, per 263 soggetti e con un esborso totale di 130 milioni di euro.

Sono 216 le imprese già presenti in Lombardia. La provincia che ospita il maggior numero di imprese destinatarie è la provincia di Milano con 93 imprese, seguita da Brescia con 34, Bergamo con 24, Pavia con 17, Como con 15, Varese con 11, Monza e Brianza con 10, Mantova con 5, Cremona con 3, Lodi con 2, Lecco e di Sondrio con una ciascuna.

Se si confrontano questi dati con il numero di imprese attive nei relativi territori provinciali, tuttavia, si può notare come sia Pavia la provincia a vedere il maggior numero di imprese coinvolte, seguita da Como e Brescia, mentre Milano è ‘solo’ al quarto posto.

Degli 8 ecosistemi proposti, quello che ha avuto maggiore successo è quello dedicato a ‘Salute e Life Science’, con 27 progetti finanziabili e 67 milioni di agevolazioni erogabili, seguito da ‘Sostenibilità’ (11 progetti per 20 milioni), ‘Manifattura Avanzata’ (10 progetti per 21 milioni) e ‘Connettività e Informazione’ (5 per 10 milioni).

Interessante notare come i soggetti capofila dei progetti siano in larghissima maggioranza imprese (ben 48), con un numero di partner per progetto che nella maggior parte dei casi è di 6 o 4. Anche i dati riguardanti la dimensione delle imprese finanziabili riservano qualche sorpresa: la stragrande maggioranza (105 su 223) sono infatti micro/piccole imprese, 71 le grandi imprese e solo 47 le medie imprese. Molto variegata e distribuita nelle diverse province lombarde, invece, la presenza degli organismi di ricerca nei progetti finanziabili: in testa ci sono l’Università degli Studi di Milano e quella di Pavia, presenti in otto partenariati, seguite da Università di Bergamo con 7 e Insubria (Como-Varese) e Milano Bicocca con 6.

C’è un ulteriore dato interessante, ossia quello relativo alle imprese finanziabili che hanno una componente rilevante femminile o giovanile nella compagine sociale: in questo caso parliamo di 34 aziende sulle 223 totali.

In particolare, ‘Collabora & Innova’ cosa andrà a finanziare? I progetti presentati sono di diversa natura. Si va dall’introduzione ‘di tecnologie di lavorazione più sostenibili di quelle tradizionalmente impiegate nel settore dei beni strumentali per la mobilità elettrica’ a una ‘piattaforma Innovativa per uno Screening neonatale di precisione che integra Biochimica e Genomica’, dall’investigazione degli ‘impatti del cambiamento climatico sul ciclo idrico integrato, con particolare riferimento all’hinterland milanese’ allo studio dello ‘xenotrapianto (trapianto di organi tra specie diverse: maiale donatore, uomo ricevente)’, che potrebbe essere una soluzione all’attuale carenza di organi offrendo potenziali vantaggi rispetto all’allotrapianto.

“La misura – chiarisce l’assessore – è volta a sostenere investimenti strategici per lo sviluppo di innovazioni di prodotto o di processo e a favorire la crescita competitiva attraverso il potenziamento della ricerca e innovazione per la maturazione tecnologica e il trasferimento tecnologico e delle conoscenze”. “Regione Lombardia – prosegue – deve essere un punto di riferimento, non solo nazionale, nel campo della Ricerca e dell’Innovazione e credo che questo bando lo abbia dimostrato”. (LNews)

Parliamoci chiaro…andiamo male

Per una volta facciamo il punto della situazione Italiana senza peli sulla lingua e confrontiamoci da cittadini. Cito alcuni punti caldi, se vi va fatemi sapere come la pensate voi…

  • POLITICA ITALIANA: Destra e Sinistra per me pari son: oggi mi confrontavo con un amico (lui di sinistra e io liberale ) abbiamo convenuto che nella nostra Italia ora maggioranza e opposizione sono uguali, si accapigliano su piccoli fatti “di bandiera” e approvano le travi che si abbattono su di noi cittadini

GUERRE

  • Russia/Ucraina – la guerra l’ha iniziata ufficialmente Putin, ma dal 2014 l’occidente ha continuato ad avvicinare ai confini Russi armamenti Nato e il “buon” Zelensky ha fatto del suo meglio per rendere la guerra inevitabile (DonBass). Dopo questa premessa pensiamo che sia ora di finirla di dare soldi e armi all’Ucraina. Le condizioni della pace le detta chi vince (é sempre stato così). Gli italiani hanno molte necessità insoddisfatte, non vogliono il riarmo, non vogliono dare soldi e armi all’Ucraina ma vogliono sistemare il territorio, aumentare gli stipendi e le pensioni, migliorare i trasporti ferroviari, gli aeroporti, gli ospedali, la sanità tutta

  • ISRAELE /PALESTINA: ammesso che Israele abbia subito mille morti quel famoso ottobre (esistono versioni diverse), ha ricambiato con una strage infinita di palestinesi, ora basta. Nessuno odia gli ebrei ma quando è troppo è troppo. E adesso è troppo.

  • EUROPA: l’UE ci ha portato solo miseria, ha boicottato il nostro Made In Italy a tutti i livelli, e non ha ancora finito, ora vuole le nostre spiagge e un sacco di armi- Vogliamo fargli ciao con la manina e andarcene? Che cosa aspettiamo?

  • PANDEMIA, lasciamo perdere: un bel guadagno per alcuni e morte per altri. Prima e dopo il vaccino.. non avremo mai giustizia e non vedremo mai gli attori di questo gioco al massacro in un giusto processo. Potremmo però toglierceli di torno,almeno quello.

  • TRUMP e i suoi dazi: durante la presidenza BIDEN e a causa delle sanzioni alla Russia (che hanno penalizzato noi) sono nati i BRICS, ovvero altri mercati a cui rivolgersi per commercializzare le nostre merci. Vogliamo provare a sentire anche loro prima di cedere alle prepotenze degli USA? Le imposizioni di TRUMP sono inaccettabili quindi non possono essere accettate come fossero una panacea.

  • IMMIGRAZIONE: vi siete mai chiesti perchè mai le nostre città siano diventate preda degli immigrati? Vengono accolti immigrati irregolari da qualsiasi Paese e vengono tenuti in centri di recupero come animali. Meglio allora non accoglierli. Hanno il diritto di emigrare? Si, se il Paese che li dovrebbe accoglie avesse bisogno di lavoratori, No se questo bisogno non c’è. Accanto al diritto di emigrare esiste anche il diritto di vivere nel Paese in cui si è nati. Quindi basta immigrazione e non c’è Albania che tenga. Rimandateli al loro Paese. Forse è una scelta un po’ forte, ma necessaria percè noi si possa continuare a vivere nel nostro Paese, altrimenti saremo noi a dovercene andare.

QUESTIONE CLIMA : la politica green è un’altra invenzione per far fare soldi ai soliti noti. Ora lo abbiamo capito ed è inutile che si continui a dire che il cambiamento climatico distruggerà il pianeta dando la colpa alle mucche… quando nei cieli milioni di aerei volano indisturbati e in una parte del monto si fanno esperimenti sottomarini con esplosioni nucleari….

Per ora credo che basti, scrivete le vostre opinioni nei commenti o sul gruppo FB.

MValletti

SENTENZA VERGOGNOSA: buche in strada, il Comune di Milano non è tenuto a risarcire chi cade. Il giudice: «I cittadini devono stare attenti»

Non bilancerà certo la sensazione di Palazzo Marino di essere «bombardato» in questi giorni dalla cittadella giudiziaria, ma curiosamente proprio dal Tribunale (stavolta civile) arriva una sentenza che molto gioverà alle casse del Comune di Milano, assediate da richieste di risarcimento danni di chi si fa male per strada per colpa di buche, pali, passacavi e ostacoli vari: e invece no — stabilisce la sentenza del presidente della X sezione civile Damiano Spera, prendendo il caso di una rovinosa caduta dal monopattino per fare il punto giuridico della materia —, non esiste soltanto la responsabilità oggettiva in cui il custode (il Comune) risponde del danno (in questo caso la frattura di spalla e bacino nella caduta) provocato dalla cosa che ha in custodia (in questo caso una copertura passacavi), indipendentemente da ogni valutazione circa la propria condotta colposa.

Sull’altro piatto della bilancia, invece, va messo per l’utente «l’obbligo generale di prudenza e diligenza che può essere preteso in base al dovere di solidarietà sociale dell’articolo 2 della Costituzione». Questo non vuol dire imporre un onere eccessivo o irragionevole a carico dell’utente, ma «pretendere una soglia minima di attenzione e cautela, proporzionata alla situazione concreta» di «pericoli manifesti come una pavimentazione disconnessa o una buca di grande dimensione», dove quindi «è ragionevole attendersi che il soggetto adotti misure di autotutela adeguate al caso concreto», quali «fare attenzione a dove si poggiano i piedi, rallentare l’andatura, se possibile seguire un percorso alternativo».

Nota a margine:

Nel 2022 sono stata io stessa vittima di una sentenza simile della CASSAZIONE dopo due gradi di giudizio (uno a mio favore e uno a favore del Comune). Sono caduta in Viale Salmoiraghi a causa di un tombino che sporgeva dall’asfalto del marciapiede di ben 7 cm. Mi sono ferita al viso e mi sono fratturata l’omero. Pur avendo avuto il verbale dei vigili a mio favore ( sono subito intervenuti e hanno recintato l’area) i giudici sono riusciti ad emanare una sentenza a me sfavorevole che mi è costata molto, perchè avrei dovuto stare attenta.

Posso accettare il fatto che avrei potuto stare attenta, ma è pur vero che anche il Comune di Milano dovrebbe tenere le strade percorribili, visto che tutti noi paghiamo fior di tasse anche per questo.

Riflettete cari giudici prima di penalizzare i cittadini. La vostra non è una giustizia giusta.

Manuela Valletti

di Luigi Ferrarella