Vendere oro a Milano: quali controlli fare prima di accettare una valutazione

Le quotazioni dell’oro continuano a muoversi su livelli storicamente elevati. Nella seduta del 29 settembre il metallo con consegna immediata ha guadagnato lo 0,67%, portandosi a 4.143 dollari l’oncia. Con cifre simili, anche a Milano chi conserva in casa collane spaiate, anelli che non indossa più o bracciali rotti finisce per chiedersi quanto valgano davvero e se sia il momento giusto per trasformarli in liquidità.
Prima di accettare una valutazione, alcune verifiche mirate aiutano a vendere con maggiore consapevolezza. Per capire quali siano, ci siamo confrontati con Mauro Galignani, titolare di una storica realtà di Milano come Compro Oro Bande Nere, che da oltre vent’anni segue personalmente le valutazioni al banco del suo negozio.

L’iscrizione al registro OAM

Il punto di partenza riguarda l’operatore a cui ci si rivolge. Come ci ha spiegato Galignani, per l’attività di compro oro esiste infatti un registro dedicato: in particolare, il riferimento è il decreto legislativo 92 del 2017, che lo ha istituito affidandone la gestione all’Organismo degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, noto come OAM. L’elenco degli iscritti e delle relative sedi operative è consultabile da chiunque sul portale dell’Organismo, e bastano pochi minuti per verificare che il negozio scelto compaia tra questi.
«Per chi si rivolge a noi di Compro Oro Bande Nere, regolarmente iscritto al registro OAM, c’è la possibilità di usufruire di una procedura precisa, uguale per ogni operazione», spiega Galignani.

«Il primo passaggio è l’identificazione del cliente attraverso un documento. Per ogni vendita compiliamo poi una scheda numerata, in cui riportiamo la descrizione dell’oggetto con due fotografie scattate da angolazioni diverse, la data, l’ora, l’importo e il mezzo di pagamento.
Al termine consegniamo una ricevuta riepilogativa, così chi vende conserva il dettaglio completo dell’operazione. Anche il pagamento segue regole chiare: dai 500 euro in su si procedecon strumenti tracciabili, come il bonifico.». Per chi vende, il registro si traduce quindi in un metodo preciso che accompagna l’intera operazione, dal primo contatto al pagamento.

La quotazione del giorno come riferimento

Il valore di un oggetto in oro dipende dal prezzo del metallo, che cambia ogni giorno seguendo l’andamento dei mercati internazionali. Uno sguardo alle quotazioni aggiornate prima di recarsi al banco permette di arrivare con un riferimento concreto e di leggere la proposta con maggiore sicurezza.
Nella lettura dei listini conta anche la caratura, cioè la quantità di oro fino contenuta nell’oggetto. Il 18 carati corrisponde a 750 millesimi, il numero che di solito si trova inciso nel punzone: un gioiello di questo titolo contiene quindi il 75% di oro puro, mentre la parte restante è costituita da altri metalli che gli conferiscono resistenza.
Compro Oro Bande Nere mette questo riferimento a disposizione direttamente online nella pagina delle quotazioni. «Il nostro sito viene aggiornato regolarmente proprio per offrire ai clienti un dato su cui orientarsi», riferisce Galignani. «Chiunque può sapere da casa quanto riconosciamo per l’oro usato, e chi entra in negozio arriva già con un’idea chiara della cifra da cui partiamo. In questo momento l’oro usato 18 carati lo valutiamo fino a 80 euro al grammo.».

Caratura e peso verificati davanti al cliente

Al momento della valutazione conviene rivolgersi a chi svolge i controlli sotto gli occhi del cliente, con strumenti certificati e bilance omologate.
Galignani ci ha illustrato perché questo passaggio pesa così tanto sul risultato: «Il peso è la base di tutto il calcolo, perché l’importo si ottiene moltiplicando i grammi per la quotazione riconosciuta. Una bilancia omologata, sottoposta alle verifiche periodiche previste, garantisce che quel dato sia esatto, e il cliente vede il numero comparire sul display nello stesso istante in cui lo leggiamo noi. Lo stesso principio vale per la caratura. Il punzone offre una primaindicazione, però con l’uso può consumarsi fino a diventare illeggibile, e in quel caso la verifica strumentale del titolo conferma la purezza reale del metallo.»
Un altro aspetto tecnico riguarda la composizione degli oggetti. Dal peso vanno escluse le parti non auree, come le pietre incastonate o le piccole componenti in altri metalli presenti in alcune chiusure. «Ogni passaggio viene spiegato con parole semplici, così chi vende capisce da dove nasce la cifra finale e decide in piena libertà», sottolinea Galignani.

Commissioni e costi aggiuntivi nell’importo finale

In alcuni casi, dall’importo calcolato su peso e quotazione possono essere detratte voci ulteriori, come commissioni o spese di valutazione, che incidono sul totale.
Galignani chiarisce di cosa si tratta: «Le commissioni sono percentuali o importi fissi trattenuti sull’operazione, talvolta indicati come costi di servizio o di perizia. Chi vende fa bene a chiedere sempre se la cifra proposta corrisponde a quella che incasserà». E aggiunge: «Noi di Compro OroBande Nere non applichiamo costi aggiuntivi: l’importo che comunichiamo al banco è esattamente quello che il cliente riceve. Anche la valutazione è gratuita e senza impegno, così da permettere a chiunque di effettuare le proprie valutazioni senza nessuna pressione.».