“Il diavolo veste Prada 2” offre un trattamento patinato al declino delle riviste.

Il sequel, che riunisce Anne Hathaway, Meryl Streep ed Emily Blunt, è familiare e a tratti assurdo, ma è anche un’intelligente e brillante riflessione sulla nostra epoca.

n “Il diavolo veste Prada 2”, gli uffici della rivista di moda Runway sono diventati un luogo leggermente più gentile e accogliente. Vent’anni dopo il nostro primo incontro, Miranda Priestly (Meryl Streep), l’indomabile direttrice, esige ancora la perfezione dal suo staff, ma i suoi insulti durante le riunioni sono più sprezzanti che pungenti, e persino il suo sguardo più tagliente non ha più la stessa affilatura di prima. Nel corso degli anni, Miranda ha ricevuto abbastanza richiami dalle risorse umane da frenare i suoi abusi. Ora, invece di scagliare il suo cappotto contro qualche lacchè tremante, deve farlo lei stessa, e la si vede trasalire per la tensione: un segno dell’età, forse, ma anche di umiliazione. Persino dal punto di vista giornalistico, è insolitamente fuori forma. La sua scena iniziale la vede commettere un raro errore editoriale che manda in fumo il suo sogno di una promozione ai vertici della casa editrice di Runway , Elias-Clarke. Anche la rivista è solo l’ombra di se stessa, e incombono gli orrori del consolidamento aziendale e della riduzione del personale. Quanto può peggiorare la situazione? In questo film, persino Miranda Priestly viaggia in classe economica.

Il primo ” Il diavolo veste Prada “, uscito con grande successo nell’estate del 2006, era tratto dal romanzo bestseller del 2003 di Lauren Weisberger , che si ispirava alla sua esperienza come assistente di Anna Wintour , all’epoca direttrice di Vogue . Il libro della Weisberger poteva anche essere una critica opportunistica, ma il regista David Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna lo trasformarono in uno dei migliori film di Hollywood dell’epoca, con la piacevole raffinatezza e la perfidia di una classica commedia degli anni Quaranta o Cinquanta. (Si potrebbe definire “Tutto su Yves Saint Laurent”). Miranda, una cattiva stridula e monodimensionale sulla carta, rinacque, nell’interpretazione di Streep, come la più squisita delle divinità del terrore: una fascista del mondo della moda dai capelli argentati e dalla voce suadente, tanto impossibile quanto irresistibile. La seconda esperienza di Streep, al contrario, si snoda come una serie di piccole umiliazioni: una caduta dal suo piedistallo olimpico, un inciampo alla volta.

State certi che “Il diavolo veste Prada 2” è, non meno del suo predecessore, una fiaba newyorkese scintillante, talmente ricca di tessuti pregiati che un atterraggio morbido è praticamente garantito. Il sequel è anche una reunion di prim’ordine, con almeno tre tappe incredibilmente stravaganti – una villa nel Vermont, un rifugio negli Hamptons, una settimana della moda milanese prolungata all’inverosimile – e tutti i protagonisti principali fedelmente presenti, Frankel e McKenna inclusi. Stanley Tucci torna nei panni di Nigel, il fedele consigliere di Miranda, che non sbaglia mai una battuta e non indossa mai lo stesso fazzoletto da taschino due volte. Emily Blunt, che il primo “Prada” ha reso una star, torna a interpretare Emily Charlton, l’ex assistente di Miranda, un’elegante ex assistente dallo stile grintoso; ora dirige il settore del lusso da Dior, una posizione che le permette di prendersi qualche piccola rivincita sul suo vecchio capo.

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Il personaggio più significativo della storia, a parte la stessa Miranda, è Andy Sachs ( Anne Hathaway ), che un tempo lavorava al fianco di Emily come assistente e alla fine l’ha superata. Andy era il brutto anatroccolo della rivista, trasformatosi in un cigno di successo, anche se alla fine ha abbandonato il nido per una carriera più modesta, ma apparentemente più seria, come giornalista investigativa. Il ritorno di Andy a Runway è il primo dei tanti espedienti narrativi del sequel, ma con una nota di inquietante plausibilità: all’inizio, lei e molti dei suoi colleghi del giornale vengono licenziati senza tanti complimenti tramite SMS, una selezione che potrebbe ricordare, tra gli altri massacri giornalistici, il recente smantellamento del Washington Post . Con una tempistica sospettosamente fortunata, Andy viene assunto come nuovo responsabile della sezione articoli di Runway , una mossa che Irv Ravitz (Tibor Feldman), il capo della Elias-Clarke in stile Si Newhouse, spera possa salvare quel che resta della credibilità della pubblicazione dopo la gaffe di Miranda.

Il programma di Milano Civil Week 2026

PALAZZO GIURECONSULTI

Insieme per la Pace

Giovedì 7 Maggio 2026 dalle ore 18:00 alle ore 19:30

Piazza dei Mercanti 2

Sala Colonne

Evento ad ingresso libero

  Aggiungi al calendario

Lettura collettiva per i 150 anni del Corriere della Sera

Pierbattista Pizzaballa, cardinale e patriarca di Gerusalemme dei Latini, e Luciano Fontana, direttore Corriere della Sera

Saluti istituzionali di Giuseppe Sala, sindaco Comune di Milano, e Rossella Sacco, portavoce Forum Terzo Settore

Con Maurizio Molinari, capo Ufficio del Parlamento europeo Milano

Con la partecipazione di Bledjan Beshiraj, volontario, Anna Fiscale, imprenditrice sociale, Guido Marangoni, scrittore e papà di Anna, e Simona Police, cooperatrice sociale

Monologo di Lorenzo Maragoni, poeta e attore

A cura di Elisabetta Soglio e Venanzio Postiglione

Insieme, per rieducare e reinserire chi è detenuto

Sabato 9 Maggio 2026 dalle ore 16:00 alle ore 16:45

Piazza dei Mercanti 2

Sala Colonne

Evento ad ingresso libero

  Aggiungi al calendario

Con Maria Raffaella Caprioglio, presidente Umana, Rosalia Marino, direttrice carcere Opera, e Giovanna Sannino, attrice

A cura di Paolo Foschini

In collaborazione con UMANA

  

Con:

Maria Raffaella Caprioglio

Presidente Umana

Rosalia Marino

Direttrice carcere Opera

Giovanna Sannino

Attrice

Insieme, quando istituzioni e terzo settore fanno sistema

Sabato 9 Maggio 2026 dalle ore 14:00 alle ore 14:45

Piazza dei Mercanti 2

Sala Colonne

Evento ad ingresso libero

  Aggiungi al calendario

Con Lamberto Bertolé, assessore al Welfare Comune di Milano, Carlo Marchetti, presidente Fondazione di Comunità Milano, e Michela Bellodi, operatrice Terzo Settore rete QuBi

A cura di Elisabetta Soglio

Michela Bellodi

Operatrice terzo settore Rete QuBi

Lamberto Bertolé

Assessore al Welfare Comune di Milano

Carlo Marchetti

Presidente Fondazione di Comunità Milano

Insieme, perché tutti hanno diritto alla bellezza

Venerdì 8 Maggio 2026 dalle ore 17:00 alle ore 17:30

Piazza dei Mercanti 2

Sala Colonne

Evento ad ingresso libero

  Aggiungi al calendario

Con Teresa Lenzoni, Multibrand Commercial Director – PPD L’Oréal Italia

A cura di Elisabetta Soglio

In collaborazione con L’ORÉAL ITALIA

  

Con:

Teresa Lenzoni

Multibrand Commercial Director – PPD L’Oréal Italia

Studenti contro Meloni


 
 La faccia della premier Giorgia Meloni usata come bersaglio in un gioco delle freccette. È quanto è successo ieri, giovedì 23 aprile, fuori dall’Università Statale di Milano durante una protesta del collettivo Cambiare Rotta per denunciare la “censura” del loro programma elettorale per le elezioni in ateneo. A diffondere l’immagine, con il bersaglio al centro del quale c’è il viso della premier con la scritta “Bernini – Meloni dimissioni”, è Fratelli d’Italia Milano. “Quanto accaduto ieri sera all’Università degli Studi di Milano è di una gravità inaudita e non può essere minimizzato o liquidato come goliardia studentesca – spiega Deborah Dell’Acqua, vice coordinatore di Fratelli d’Italia Milano città –. Utilizzare il volto del presidente del Consiglio come bersaglio per freccette, in un ateneo pubblico, è un atto di violenza simbolica che oltrepassa ogni limite della civile convivenza democratica. Non si tratta di critica politica, legittima e sacrosanta in uno Stato di diritto, ma di istigazione all’odio travestita da protesta”. 

Il collettivo in via Festa del Perdono

Il collettivo in via Festa del Perdono

Linterno in … Poesia

Linterno in … Poesia

Presentazione del libro: “Poetando tra i fornelli” – Collana Indaco PoesiaPoesie di Fabio Clerici e ricette di Maria Antonella CaloprestiSabato 18 Aprile 2026 – Ore 16 – Chiesetta di Cascina LinternoVia F.lli Zoia, 194 – Parco delle Cave – 20152 -Milano


Performance di cucina narrativa dell’autore Fabio Clerici, versi e sapori in un viaggio sensoriale tra cucina e poesia. Ogni spettatore avrà la possibilità di leggere una breve riflessione o poesia sull’argomento (cibo, pietanze, ingredienti ecc.) Coordina e interagisce con l’AutoreGiuseppe LECCARDI, poeta e socio dell’Associazione “Amici Cascina Linterno”Info: 373 721 6873 (Giuseppe Leccardi)Partecipazione libera, con gradito contributo di cortesia – Prenotazioni dal sito: www.cascinalinterno.itEmail: amicilinterno@libero.it – info@cascinalinterno.it – Facebook: Cascina Linterno (Linterno AgriCultura)Instagram: @cascinalinterno.agriculturaAutobus 67 da M1 “Bande Nere”, 49 da M1 “Inganni” e M5 “San Siro”, 63 e 78 da M1 “Bisceglie”  

Carburanti, Lufthansa e Ryanair lanciano l’allarme sulle cancellazioni dei voli in estate

Prezzi dei biglietti in aumento per il costo del jet fuel

di Mara Monti

C’è un nuovo rischio per le compagnie aeree: non solo l’aumento alle stelle del prezzo del carburante, ora l’approvvigionamento di carburante è diventato un’incognita da quando la guerra in Medio Oriente ha chiuso lo stretto di Hormuz (vedere il Sole 24 Ore del 31 marzo). Nella crisi più profonda dalla pandemia per il trasporto aereo che ha già portato a migliaia di cancellazioni dei voli nella zona del Golfo per la chiusura dello spazio aereo, le conseguenze del protrarsi della crisi si stanno diffondendo a macchia d’olio arrivando in Europa con il rischio di mettere a terra centinaia di aerei per la mancanza di carburante.

L’allarme delle compagnie aeree europee

Le due più importanti compagnie aeree europee, la low cost Ryanair e la tedesca Lufthansa, hanno lanciato l’allarme sui rischi di approvvigionamento degli gli hub europei. La prima conseguenza potrebbe essere la messa a terra fino a 40 aerei degli aerei, in piena stagione estiva, nel caso di Lufthansa. Nessuna decisione è stata presa al momento, ma secondo il ceo Carsten Spohr l’aumento dei costi del carburante si ripercuoterà anche sui prezzi dei biglietti. Il governo del cancelliere Merz è già intervenuto approvando un piano per ridurre la tassa sul traffico aereo a partire da luglio, nel tentativo di rilanciare il settore dell’aviazione.

Il secondo allarme arriva dal numero uno di Ryanair, Michael O’Leary secondo il quale la fornitura di carburante per aerei all’Europa potrebbe subire interruzioni a partire da giugno se il conflitto in Medio Oriente non si concluderà entro il prossimo mese, costringendo potenzialmente la compagnia aerea e i suoi concorrenti a valutare la cancellazione dei voli per la stagione estiva. «Se questo (il conflitto) dovesse continuare fino alla fine di aprile, rischieremmo un’interruzione delle forniture all’inizio di giugno. Se dovesse protrarsi fino a maggio, non sappiamo cosa succederà – ha dichiarato O’Leary – . Se ci fosse un rischio per il 10% o il 20% delle forniture di carburante a giugno, luglio o agosto, noi e altre compagnie aeree dovremmo iniziare a valutare la cancellazione di alcuni voli o la riduzione della capacità».

Da aprile scattano i rischi di approvvigionamento

Le dichiarazioni delle compagnie aeree europee fanno seguito alle parole del direttore generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, secondo il quale le interruzioni nell’approvvigionamento di petrolio aumenteranno ad aprile e inizieranno a ripercuotersi sull’economia europea, con la carenza di carburante per aerei e gasolio.

Al di là del fatto che il conflitto continui ad intensificarsi o che venga raggiunto un accordo di cessate il fuoco, la seconda metà di aprile si preannuncia come il periodo critico in cui l’impatto della guerra si farà sentire sulla catena di approvvigionamento energetico dell’aviazione europea: una carenza che si riflette sui prezzi, che hanno raggiunto i massimi degli ultimi 40 mesi.

I paesi mediterranei quelli più esposti

L’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) stima che circa il 25-30% della domanda europea di carburante per aerei provenga dalla regione del Golfo, il che, secondo l’associazione, la rende una delle aree più esposte. I paesi mediterranei come Spagna, Italia e Grecia sono i più dipendenti dalle rotte delle petroliere attraverso il Canale di Suez e il Mediterraneo orientale. Mentre i nodi dell’Europa settentrionale, alimentati principalmente da raffinerie del bacino atlantico e reti di gasdotti, sono relativamente isolati.

L’Europa ha poche opzioni per sostituire i flussi di carburante persi a seguito dell’interruzione di Hormuz. Vi è una scarsissima offerta proveniente dai porti mediorientali al di fuori dello stretto, come i porti sauditi del Mar Rosso e dell’Oman, i quali pur avendo incrementato i movimenti non sono sufficienti per colmare la domanda. A questo si aggiungono le restrizioni imposte dalla Cina e dalla Corea del Sud a protezione delle loro rispettive economie. L’attenzione si sta spostando sul bacino atlantico e sull’Africa occidentale, ma improbabile che i volumi disponibili compensino completamente il gap.

Le scorte di carburante si esauriranno presto

L’Europa dispone di scorte di carburante per aerei che al momento non mostrano segnali di esaurimento. Tuttavia, tali scorte potrebbero iniziare a diminuire a partire da maggio, man mano che i barili verranno consumati.

E’ a quel punto che potrebbero verificarsi carenze e i contratti di copertura contro il rischio di aumento del prezzo del carburante diventeranno irrilevanti. Secondo l’agenzia europea Scope rating, «Se il conflitto dovesse protrarsi abbastanza a lungo da compromettere in modo significativo le operazioni delle raffinerie del Golfo, il transito nello Stretto di Hormuz e le rotte delle petroliere nel Mediterraneo, ciò che determinerà quali vettori continueranno a volare non sarà una posizione in derivati a copertura dell’esposizione alla volatilità dei prezzi del carburante per aerei, bensì la possibilità stessa per le compagnie aeree di procurarsi fisicamente il carburante». A quel punto anche se il conflitto sarà di breve durata, il suo impatto si farà sentire sul lungo termine.

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Il Comune alle prese con i serpenti nelle aree verdi

Succede a Bollate (Milano): ecco di che tipo di specie si tratta e cosa fare


Il Comune alle prese con i serpenti nelle aree verdi

roppi serpenti, in particolare in una zona della città, nelle aree verdi pubbliche e nei giardini privati. Succede a Bollate (Milano), dove l’amministrazione comunale ha annunciato provvedimenti. Si tratta comunque di specie non velenosi, ha rassicurato il Comune. I serpenti avvistati sono ‘biacchi’ (bisce d’acqua). Si tratta di animali innocui che appartengono alle “specie protette” e non possono essere uccisi né avvelenati ma solo “contenuti nel loro ambiente”.

“In seguito a segnalazioni arrivate al Comune in merito alla presenza di bisce, in particolare nelle villette di via Coppi, il Comune informa che la situazione è nota e che Gaia Servizi è già stata allertata sul problema, con la richiesta di un rapido intervento di taglio dell’erba”, scrive l’amministrazione in una nota.

“Già da martedì – spiegano – la nostra partecipata ha iniziato l’attività e oggi sta completando il taglio nella zona. Intanto l’ufficio Ambiente si è attivato con la ditta incaricata del servizio di disinfestazione su aree comunali con l’obiettivo di mettere in atto le opportune contromisure di allontanamento per tutto il filare delle villette. L’intervento avverrà nei prossimi giorni”.


Il Comune alle prese con i serpenti nelle aree verdi
https://www.milanotoday.it/cronaca/problema-serpenti-bollate.html
© MilanoToday

Fuoco sul tram 27

Un forte rumore, «pareva una frenata di colpo», ma poi «è arrivato il fumo, il caldo, si sono spalancate le porte e ci siamo precipitati fuori». Erano da poco passate le 9. Per fortuna, il tram 27 non era pieno, «c’erano una ventina di persone», ma in via Bruto, a Milano in zona Mecenate, sono stati momenti di panico. La dinamica non è ancora chiara ma «si vedevano fiamme forse sprigionate nella parte superiore del tram» e «è venuto giù un cavo dell’alta tensione che una volta caduto a terra, faceva scintille, con il conducente Atm e la polizia subito intervenuta che hanno bloccato il traffico e messo in sicurezza l’area per non fare avvicinare la gente, con dei bidoni della spazzatura per caso lì presenti». 

Le fiamme sul tram 27, i passeggeri: «Fumo, caldo, si sono spalancate le porte e ci siamo precipitati fuori»

Casa bene rifugio: Milano ancora una volta guida la classifica del mercato immobiliare coi prezzi (5.700 euro al mq) più alti d’Italia

Numeri da capogiro nelle zone centrali, con quotazioni medie di 11mila euro al metro quadro. La metropoli lombarda distanzia Torino, Roma e Firenze con un trend in continua crescita che turbolenze finanziarie e guerra in Medio Oriente non fanno che rafforzare

di REDAZIONE MILANO

COME TI SPIANO I SITI WEB

Ogni giorno, quando navighi su Internet, condividi informazioni identificabili sul tuo dispositivo e sul tuo browser che le aziende utilizzano per indirizzarti con la pubblicità e tracciare la tua attività sul web. Questo si chiama fingerprinting del browser. In questa intervista video con Ruihildt del team di Mullvad Browser, scopriamo come funziona questa tecnologia di tracciamento e come puoi contrastarla! Inoltre: YouTube (e altri siti web aziendali) ha aggiunto parametri di tracciamento unici per il tuo account ai tuoi link condivisi, in modo che possano essere rintracciati fino a te. Questo significa che sapranno con chi lo condividi, chi interagisce con esso e quali account su altri siti web utilizzano lo stesso parametro. Se condividi un video di YouTube qui con un link creato con i tuoi identificatori unici, Google collegherà il tuo account Telegram ai tuoi account Google. Lo stesso vale per altre piattaforme: Facebook, TikTok, Instagram, X, TUTTE. Un link di tracciamento ha questo aspetto: https://website.com/contentID?si=123456 Puoi indovinare che “?si=123456” rappresenta il tuo identificatore e collegherà ogni utente che fa clic su quel link a te. Facebook, ad esempio, utilizza “fbid=” invece di “si=”. TikTok utilizza “utm_source=”. Ma tutti funzionano allo stesso modo – tracciano tutti gli utenti che fanno clic su di esso e li collegano a te. Quindi, per migliorare la #Privacy per te e gli altri, l’intero identificatore (?si=123456; ?fbid=123456; ecc.) dovrebbe essere rimosso dal link che desideri condividere. » Fonte