I Martinit

 

Quella dei Martinitt è una storia antica, che da quasi cinquecento anni procede di pari passo con quella della città che li ospita, Milano. Una città e un’istituzione che, insieme, hanno affrontato avversità, guerre, epidemie ma, soprattutto, sono state e sono unite dallo spirito di solidarietà, dalla fiducia nel domani, dalla disponibilità dei cittadini.Figlio di un senatore della Serenissima, Gerolamo Emiliani, miracolosamente liberato dalla Madonna dalla prigionia in guerra, una volta rientrato a Venezia devolve le sue ricchezze ai poveri e decide, in seguito, di occuparsi degli orfani raccogliendoli in una casa sulla laguna.
Francesco Sforza, venuto a conoscenza del suo operato, nel 1528 lo invita a Milano offrendogli una dimora dove poter accogliere gli orfani della città: la nuova sede viene inaugurata solo tre anni più tardi, in un edificio tra via Manzoni e via Morone, annesso all’oratorio di San Martino, dal cui nome deriva “Martinitt”, “piccoli Martini”.


Anche Carlo Boromeo prende a cuore la sorte dei Martinitt, mentre è opera del cugino Federico Borromeo la fondazione dello Spedale dei Mendicanti che diventerà in seguito l’Orfanotrofio della Stella, l’omologo femminile dei Martinitt. Dal 1776 Maria Teresa d’Austria predispone una nuova sede per gli orfani, nell’area del convento di San Pietro in Gessate: qui i ragazzi sono ospitati fino al compimento del diciottesimo anno di età e possono apprendere, secondo la propria inclinazione, un mestiere che, terminata la scuola, praticheranno a bottega. Al momento di andarsene vengono loro consegnati i guadagni accumulati ed un cambio di vestiti.
Nel 1796 Napoleone entra a Milano e decreta la trasformazione della sede di San Pietro in Gessate in ospedale militare. I Martinitt devono così trasferirsi prima nei locali di Brera, poi nell’ex convento di San Francesco Grande. Dal 1803 i Martinitt possono tornare nella vecchia sede che sarà teatro dei gloriosi scontri delle Cinque Giornate, durante le quali gli orfani diverranno preziose staffette tra le barricate.
Nel 1884 viene fondata la società di Mutuo Soccorso degli ex Martinitt, divenuta in seguito Associazione degli ex Martinitt. 
Nel 1932, alla presenza di Benito Mussolini, viene inaugurata la nuova sede dei Martinitt, in via Pitteri 56 nel quartiere milanese dell’Ortica: l’istituto si trasforma in conseguenza del mutare dei tempi, ed offre oggi aiuto ai minori in difficoltà, molti dei quali frequentano l’Istituto di giorno per tornare in famiglia la sera. L’ex orfanotrofio si è dunque adeguato ai tempi, provvedendo ad erogare servizi e supporti educativi e mantenendo inalterata la propria filosofia: educare i minori in difficoltà, aiutarli a crescere e ad inserirsi nella società e nel mondo del lavoro.


IL LUOGO, OGGI
La sede del Castello dei Bambini si trova nel vasto complesso, realizzato negli anni trenta, che ospita l’Istituto Martinitt dal 1932, nel vecchio quartiere milanese dell’Ortica. L’area offre tutte le risorse di un luogo ampio ed articolato al quale i bambini e loro famiglie possano accedere in ogni stagione, sfruttando i locali interni in inverno, il giardino e i campi sportivi in estate. 
Il Castello dei Bambini si configura come una struttura del tutto nuova per Milano e per l’Italia; un polo culturale e di incontro organizzato in diverse funzioni: § Il Corpo Centrale ospita al piano terra il vasto auditorium ed al primo piano i locali del Museo del Giocattolo e del Bambino e, nell’ala attigua, le sale polivalenti per esposizioni temporanee e convegni ed uno spazio per animazione teatrale. Il giardino attrezzato con giochi, permette di svolgere attività all’aperto. Il Padiglione Fiume, in fondo al lato sinistro del giardino, ospita temporaneamente, in attesa della ristrutturazione dell’attiguo Padiglione Besozzi, i Laboratori del Gioco, aperti alle scuole nei giorni infrasettimanali ed alle famiglie nei week end.Queste strutture sono attive da aprile 1998, secondo un programma coordinato che prevede mostre, animazione teatrale, giornate a tema (Giocaestate, Festa di Primavera, Natale ai Martinitt) e, naturalmente, visite al Museo del Giocattolo e costruzione di giochi nei Laboratori.
I Laboratori, coordinati dallo Studio Associato Acerbi & Martein, costituiscono un ideale trait-d’union tra l’attività espositiva del Museo del Giocattolo, le mostre temporanee e le manifestazioni a tema, sempre con l’intento di mettere i bambini in relazione tra loro e con gli adulti. 
I Martinitt non tradiscono il loro impegno rivolto ai minori in difficoltà: il Castello dei Bambini è parte integrante di un Ente che oggi non ospita più orfani ma, seguendo il mutare dei tempi e i bisogni della società, accoglie ragazzi con situazioni familiari difficili ed extracomunitari, offrendo loro un servizio di psicologia e un servizio sociale che li aiutino ad inserirsi nella comunità.


L’Istituto ospita inoltre un “Punto Sosta” di prima accoglienza per ragazzi dai 7 ai 18 anni in grave stato di disagio o di abbandono ed ha aperto attività di laboratorio per l’integrazione e l’orientamento di giovani in posizione di debolezza.

Da Museo del Giocattolo
e del Bambino
LA STORIA DELL’UOMO VISSUTA ATTRAVERSO I SOGNI DEI BAMBINI
Martinitt e Stelline – Via pitteri 56 Milano

Istituti milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio