Cura del viso: quali sono i prodotti indispensabili?

CREME CURA VISO

Prendersi cura del proprio viso e detergere ogni giorno la pelle è importante.
Ovviamente per fare questo è fondamentale selezionare i prodotti che non
dovrebbero mai mancare nel proprio beauty case. Oggi andremo a vedere quali
sono.


Struccante
Non può assolutamente mancare, visto che prima di applicare qualsiasi prodotto,
bisogna pulire bene la pelle. É importante scegliere uno struccante in crema
oppure un’acqua micellare.


Detergente
La detersione è la fase più importante di ogni skincare quotidiana. Infatti, il
detergente non potrà mai mancare, esso andrà ad eliminare tutte le impurità e
pulisce a fondo la pelle senza seccarla e regalandole un aspetto luminoso.
Per eseguire una skincare quotidiana si può scegliere un detergente alla vitamina C oppure un mousse detergente Erborian che è perfetto per ogni tipo di pelle.


Tonico
È importante utilizzarlo ogni giorno e non deve mai mancare nella propria beauty
case. É un prodotto che aiuta a riequilibrare la pelle e se è grassa o acneica, si può
scegliere un tonico con acido salicilico/glicolico, in modo tale da eliminare tutte le
imperfezioni e anche i punti neri.


Siero

Un altro prodotto indispensabile è proprio il siero. È leggero, si assorbe in modo
rapido e nutre in profondità la pelle oltre a difenderla.
La mattina, è fondamentale utilizzare un siero con vitamina C al fine di proteggere
la pelle dai radicali liberi. Andrà ad illuminare la cute e schiarirà le macchie
cutanee.
Per la sera, invece, è preferibile scegliere un siero con acido ialuronico, per
mantenere la cute idratata durante la notte.


Crema idratante

La pelle deve essere idratata e nutrita mattina e sera, per cui una buona crema
idratante non dovrà mai mancare a casa.
Per chi soffre di pelle grassa, potrà stendere una crema gel leggera senza oli
essenziali, che andrà a combattere l’eccesso di sebo senza attaccare il film
idrolipidico della cute.
La pelle mista, invece, avrà bisogno di una crema che riequilibra la produzione
sebacea.
Infine, per chi ha la pelle secca, è importante che utilizzi una crema idratante
emolliente e che contiene principi attivi idratanti.


Crema illuminante

Infine, un altro prodotto indispensabile è la crema illuminante, il quale va a
donare freschezza al viso, ad uniformare il colore naturale della pelle, ma anche a
nascondere eventuali macchie. Inoltre, fa respirare la pelle e i pori non siostruiscono.
Una crema molto utile è la CC Cream Erborian che corregge qualsiasi
imperfezione. É ideale per ogni tipologia di pelle, idratante e protegge dai raggi
solari.
Questa crema illuminante è “ad alta definizione” e se viene usata sotto il
fondotinta, regala alla cute un aspetto completamente naturale e un incarnato
uniforme e radioso. La pelle grazie a questa crema apparirà perfetta ed è possibile
scegliere differenti tonalità (dal chiaro al dorato) per un effetto naturale.

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Ogni 11 minuti un adolescente si suicida

Allarme dell’Unicef: un ragazzo su 7 soffre di problemi legati alla salute mentale. La maggior parte delle 800.000 persone che si tolgono la vita sono giovani

AGI – Nel mondo un adolescente su 7 fra i 10 e i 19 anni soffre di problemi legati alla salute mentale. E la maggior parte delle 800.000 persone che muoiono per suicidio ogni anno sono giovani: il suicidio è la quinta causa di morte per i giovani tra i 15 e i 19 anni, la seconda causa in Europa.

Nel mondo quasi 46.000 adolescenti muoiono a causa di suicidio ogni anno: più di uno ogni 11 minuti. Sono dati resi noti da Unicef Italia in occasione della Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre. 

Tra gli adolescenti di età compresa fra i 10 e i 19 anni, il 28% si sente “ottimista”, il 12% “triste”, il 14% “preoccupato”, il 14% “angosciato” ed il 10% “frustrato”. Fra le circostanze che causano apprensione le difficoltà economiche personali o della famiglia (17%), il senso di isolamento (19%), la distanza dalla famiglia e dagli affetti (8%), i litigi e tensioni all’interno della famiglia (7%). 

Il 41% degli adolescenti afferma di non aver richiesto aiuto a nessuno, il 22% di aver cercato aiuto da coetanei ed amici e l’11% ai familiari. L’11% dichiara di essersi rivolto presso psicologi presenti nelle scuole e nelle comunità ed il 7% presso i servizi sociali e sanitari.

Fra le ragioni per non aver richiesto aiuto, il 22% afferma di non ritenerlo necessario, il 10% di non sapere a chi rivolgersi, il 10% di temere di richiedere aiuto e l’8% di avere timore del giudizio negativo degli altri.

L’indagine rivela anche che gli adolescenti vorrebbero sentire parlare piu’ spesso di salute mentale e benessere psicosociale dalle istituzioni (34%), dalle scuole (31%), dai familiari (7%) e dai media (7%)

Quasi la metà di tutte le problematiche legate alla salute mentale inizia entro i 14 anni di età e il 75% di tutte le problematiche legate alla salute mentale si sviluppano entro i 24 anni, ma la maggior parte dei casi non viene individuata e non viene presa in carico. 

Gli effetti della pandemia da Covid-19 hanno peggiorato la situazione. In Italia, prima della pandemia, la prevalenza dei problemi di salute mentale si collocava intorno al 18-20% della popolazione, ovvero tra 1.800.000 e i 2 milioni di persone minorenni.

Nel 2019, si stimava che il 16,6% dei ragazzi e delle ragazze fra i 10 e i 19 anni, circa 956.000, soffrissero di problemi di salute mentale, con una prevalenza in questa fascia d’età maggiore nelle ragazze (17,2%, pari a 478.554) rispetto ai ragazzi (16,1%, pari a 477.518) e con una incidenza in aumento con l’età.

Nonostante l’elevata prevalenza di problemi di salute mentale fra gli adolescenti, nel nostro paese i servizi di prevenzione e cura rimangono inadeguati. Prima della pandemia, nel 2019, solo 30 su 100 persone minorenni con un disturbo neuropsichico riuscivano ad accedere ad un servizio territoriale specialistico e solo 15 su 100 riuscivano ad avere risposte terapeutico-riabilitative appropriate.

Fonte Agi

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Assicurazione Auto on line:quando conviene sospenderla


Molto spesso, in ambito assicurativo, si parla di sospensione della polizza. Ma quando vi si ricorre e quali vantaggi si possono ottenere?

La sospensione della polizza RC Auto è una prassi cui si ricorre generalmente in caso di furto del veicolo o di sua vendita o rottamazione, ovvero quando non si ha più necessità di una copertura assicurativa. Ma non solo: essa può venire in aiuto del contraente anche nel caso in cui egli abbia necessità di tenere fermo il mezzo per un certo periodo di tempo durante l’anno assicurativo e voglia quindi giustamente evitare di continuare a usufruire del premio pagato per un periodo durante il quale non ne fa effettivamente uso.

Sospendere la polizza dell’assicurazione online auto è davvero semplice, specie se si è assicurati con ConTe.it. La procedura, nel loro caso, è davvero semplice e veloce: bastano pochi minuti e, comodamente online, senza lunghe attese telefoniche, è possibile sia sospendere l’assicurazione che riattivarla. 

Vediamo i singoli casi:

– Sospensione per furto del veicolo: basta accedere all’Area Personale e, nella scheda polizza, cliccare su “Gestisci” scegliendo poi l’opzione “Sospendi” selezionando “Furto del veicolo” come motivazione. La sospensione è gratuita e non è soggetta a limitazioni;

– Sospensione per vendita o rottamazione: anche in questo caso si accede all’Area Personale e, sempre tramite la scheda polizza, si clicca su “Gestisci”, “Sospendi” e poi sulla dicitura “Il veicolo è stato venduto/ceduto/rottamato”. A questo punto sarà richiesto di indicare la data a partire dalla quale si richiede la sospensione della polizza. Anche in questo caso non ci sono costi da sostenere;

– Sospensione per mancato utilizzo: seguendo lo stesso iter (tramite la scheda polizza si clicca su “Gestisci” e poi “Sospendi”) si andrà questa volta a selezionare la motivazione “Temporanea mancata circolazione del veicolo” e ad inserire la data dalla quale si vuole sospendere la copertura. A questo punto bisognerà procedere con il pagamento dei diritti amministrativi pari a circa 25€ (leggermente variabile in base alla provincia). La polizza in questo caso può essere sospesa per due volte durante l’anno assicurativo e, solo nel caso in cui il periodo di sospensione supera i 90 giorni, la scadenza annuale della polizza verrà posticipata. La sospensione della polizza è possibile dopo 30 giorni dalla data di decorrenza ee prima di 30 giorni dalladata di scadenza annuale.

Per richiedere la sospensione il contraente deve essere in regolacon il pagamento del premio o delle rate.;

La procedura di riattivazione è altrettanto semplice: basta accedere all’Area Personale, individuare la polizza sospesa e cliccare sul tasto “Riattiva” indicando la data dalla quale si vuole far ripartire la copertura. 

La sospensione della polizza, ove non necessaria, è comunque un’ottima opportunità di risparmio che vale la pena sfruttare, se possibile, specie se la procedura è semplice come visto per ConTe.it.

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“Crescere in qualità” due giornate di formazione con rilascio crediti formativi per le professioni sanitarie

“Crescere in qualità” due giornate di formazione organizzate da Labcam in collaborazione  con il “Centro e formazioni & servizi le querciole”. Al termine del corso verranno rilasciati 10 crediti formativi ECM validi per tutte le professioni sanitarie.

(26-10-2022) Dopo il grande successo del precedente corso, Labcam ripropone “Crescere in qualità” ! Il tema del corso riguarda la gestione delle crisi nel settore delle attività agroalimentari. Quest’anno, grazie alla collaborazione con il provider “Centro e formazioni & servizi le querciole”, verranno rilasciatati al termine del corso, 10 crediti formativi ECM validi per tutte le professioni sanitarie

Il Corso si focalizza su due argomenti chiave per le aziende del settore: la corretta gestione delle crisi ed emergenze relative alla produzione e distribuzione degli alimenti, e l’importanza della qualità e della sua certificazione come elemento di crescita aziendale, oltre che sugli strumenti più efficaci e innovativi per promuovere la propria attività. Il corso “Crescere in qualità”, che si svilupperà in due giornate, il 04 e il 11 novembre , si svolgerà in live streaming, dalle 9 alle 13, ed è aperto a un massimo di 50 partecipanti. 

Nella prima giornata, quella del 04 novembre, si affronterà la spinosa questione della corretta gestione di una crisi o emergenza. Nella seconda giornata invece, in data 11 novembre , i riflettori saranno puntati sul concetto di come crescere puntando sulla qualità.  “Crescere in qualità”: docenti e programma del corso A fare lezione, si alterneranno tre docenti, esperti autorevoli, ognuno nel proprio campo di riferimento. Luca Medini, chimico e direttore del laboratorio LabCam nella prima giornata affronterà il tema di emergenze e crisi in cui possono incorrere le aziende del settore alimentare, con particolare attenzione sulla definizione dei possibili rischi e su ciò che ne consegue, quindi su come gestire reclami, ritiri e richiami. Nella seconda giornata del corso invece, ci si concentrerà sulla qualità come elemento essenziale per la crescita di un’azienda nel comparto agroalimentare. La lezione verterà su come accrescere la qualità in azienda, attraverso schemi di certificazioni e scelte premianti. Alessandro Masolini,  direttore vendite, consulente formatore e business coach, si concentrerà, sulla gestione delle crisi da parte di chi opera nel settore commerciale delle aziende alimentari, fornendo preziosi e concreti strumenti operativi per chi si trovi a gestire le conseguenze di un’emergenza nel quotidiano rapporto con i clienti. Nella seconda giornata del corso invece, si rivolgerà ai commerciali spiegando l’importanza della qualità per un’azienda del settore e illustrando tutte le opportunità per la crescita del fatturato, legate all’utilizzo delle certificazioni di qualità. Rosella Scalone, esperta in comunicazione e strategie digitali, illustrerà invece come proteggere l’immagine del brand e, anzi, potenziarla attraverso i canali digitali, grazie a una corretta gestione della comunicazione anche in un contesto di crisi. Il focus sarà in particolare sulla gestione delle recensioni online e su come gestirle correttamente per aumentare la brand awarness. Nella seconda giornata invece, spiegherà quanto sia fondamentale e strategico per qualsiasi azienda del settore, promuovere e comunicare in modo corretto e impattante la qualità del proprio prodotto, attraverso il web e i suoi più efficaci strumenti di comunicazione. 

Per informazioni : formazione@labcam.it
info: https://www.labcam.it/crescere-in-qualita-2/

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Coinvolti e mazziati

La decisione dell’UE di creare una missione di assistenza militare al regime di Kiev aumenta il coinvolgimento dell’UE e la trasforma in una parte del conflitto in Ucraina, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova in un briefing giovedì.

Zakharova ha ricordato che la sesta riunione del cosiddetto Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina tenutasi a Bruxelles il 12 ottobre ha portato alla decisione di fornire al regime di Kiev moderni sistemi di difesa aerea, nonché, secondo l’esercito statunitense, quasi 1.500 sistemi di difesa aerea portatili Stinger.

Dall’inizio dell’operazione, i paesi della NATO hanno inviato: 300 carri armati, 130 veicoli da combattimento, 400 veicoli trasporto truppe, 450 corazzati, 700 sistemi di artiglieria, sistemi di lancio di razzi e mortai, 5.000 missili antiaerei portatili e 80.000 sistemi di razzi anticarro e lanciagranate, 160.000 armi leggere, 800.000 pezzi di artiglieria e munizioni, 90 milioni di munizioni.

“E dopo tutto questo, i regimi dell’UE hanno chiesto ai loro cittadini di fare meno il bagno e riscaldarsi di più perché non c’è modo di rendere le loro vite confortevoli ora. Sappiamo dove vanno a finire questi soldi, e ora lo sanno anche i cittadini di questi paesi dell’UE”, ha concluso Zakharova.

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Ma cosa c’era di sbagliato

Famiglia anni 1970

“Ma cosa c’era di sbagliato? Decenni fa’ i figli venivano allevati con severità e rigore etico ma tutto era concepito per essere a misura di bambino. I bimbi mangiavano solo cose sane, adatte a loro, andavano a dormire presto (la mia generazione dopo Carosello), gli si insegnava che prima di chiudere gli occhi, bisognava fare la preghierina all’angioletto custode e ci si teneva a tenere celati alcuni argomenti considerati da adulti (sesso, politica, parolacce, critiche nei confronti di altri adulti). A tempo debito questi bimbi venivano preparati per l’età adulta, tra mille raccomandazioni e tanta ansia da parte delle mamme. I maschietti da adulti venivano indirizzati verso una scelta lavorativa e lì esortava affinché trovassero una brava ragazza da sposare e con cui mettere su’ famiglia. Alle ragazze non erano preclusi studi e scelta lavorativa, ma la maggiore aspirazione era incontrare un bravo ragazzo da sposare e con cui mettere su’ famiglia.
Cosa c’era di sbagliato in tutto questo?
Eppure c’è stata una guerra silente ma corrosiva che ha combattuto strenuamente questo stile di vita e ne ha presentato un altro più seducente, più divertente e ritenuto necessario per chiudere con il passato con la scusa di liberare prima le donne da convenzioni sociali arcaiche che la imprigionavano in un ruolo stereotipato poi l’uomo, anch’esso imprigionato nell’arcaico ruolo di pater familias e nel suo genere di maschio portandolo verso l’esplorazione di altri ambiti come quello di amare non necessariamente una donna ma anche un essere del suo stesso genere e vestire, se lo vuole, anche abiti e scarpe femminili. Poi in questa pseudo rivoluzione, all’archetipo familiare, si contrappone l’esaltazione dell’individualismo dove i difetti diventano virtù e dove l’edonismo sostituisce la solidarietà e il sesso, l’amore. Tutto è tramutato come bene di consumo e i valori di un tempo sono solo nostalgici ricordi lontani.
Per chi poi si dovesse perdere in questi travolgenti cambiamenti, ci sono forme di alienazioni distruttive e molto tollerate che lo porteranno a perdersi completamente. Quindi da una parte avremo una società mutata, priva della struttura familiare, dove i bambini verranno catapultati subito in quelle questioni che un tempo venivano considerate da grandi, dall’altra ci saranno sempre più persone alienate e fragili, bisognose di essere seguite da specialisti.
Io sono troppo “antica” per sentirmi a mio agio in questo tipo di evoluzione sociale di cui faccio fatica a vedere degli effetti positivi.

(dalla bacheca di Carlo Morelli)

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Elezioni 2022, Pd primo partito a Milano e Italia viva al 30% in centro città.

Milano tiene, la roccaforte del centrosinistra non viene espugnata e si conferma l’ultima rimasta in un Paese che vira verso il centrodestra. Il Pd rimane il primo partito, il centrosinistra vince gli unici tre collegi uninominali di tutta la Lombardia e il Terzo polo vola al 16,3%

Milano tiene, la roccaforte del centrosinistra non viene espugnata e si conferma l’ultima rimasta nel Paese. L’Italia nelle mani della destra di Giorgia Meloni, con i dem crollati sotto il 20% e il Terzo polo sotto l’8, vista dal capoluogo lombardo sembra uno scenario distante e ribaltato. Qui il Pd rimane il primo partito, il centrosinistra vince gli unici tre collegi uninominali di tutta la Lombardia e il Terzo polo vola al 16,3% al Senato (al 15,9 alla Camera). Terzo grande terremoto di queste elezioni: i rapporti di forza ribaltati nel centrodestra in Lombardia, ormai ex roccaforte della Lega

Fonte: corriere della sera

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Fondi pensione: fiducia nonostante la crisi, ma serve sensibilizzare i più giovani

Nonostante gli scossoni internazionali e l’inflazione crescente, le persone continuano a riporre piena fiducia nella formula del fondo pensione.

L’idea di accantonare un capitale extra, da affiancare alla canonicapensione INPS e integrarla, analizzata a fondo da Moneyfarm, non viene quindi abbandonata dagli italiani neanche in questo 2022 di piena crisi, seppur con qualche piccola e inevitabile battuta d’arresto.

Già nel primo trimestre del 2022 gli iscritti erano infatti in crescita, secondo i dati analizzati da ilSole24Ore: dopo i primi tre mesi del presente anno, le posizioni aperte erano 9,846 milioni, dato che configura una crescita dell’1,1%, pari a 112.000 unità, rispetto al come si era chiuso il 2021. A giugno si sono raggiunti i 10 milioni, con una crescita del +2,9% rispetto alla fine del 2021.

Tuttavia, neanche le forme integrative sono esenti dai contraccolpi dovuti alla burrascosa situazione dei mercati finanziari. Nel primo trimestre dell’anno in corso, i fondi negoziali hanno registrato un -3,4%, mentre i fondi aperti -3,6% e i Pip di ramo III -3,5%. 

La situazione non è migliorata nei mesi successivi, per i fondi negoziali e aperti si sono registrati dati negativi pari a -8,3% per i primi e -9,7% per i secondi, mentre i Pip sono scesi a -10,3%.

Ma chiaramente, come per qualsiasi investimento, non ci si può limitare a un periodo così limitato di tempo, va osservato il quadro generale e l’andamento spalmato su un intervallo di tempo più ampio.

Osservando il decennio 2012-2021, come riporta l’analisi del rendimento medio annuo a cura di Covip, è del 4,1% per i fondi negoziali, 4,6% per i fondi aperti, 5% per i PIP di ramo III e 2,2% per le gestioni di ramo I.

E anche includendo i rendimenti del primo semestre del 2022, i risultati medi dell’arco temporale di cui sopra rimangono positivi: 3,1% per i fondi negoziali, 3,4% per i fondi aperti, 37% per i PIP di ramo III, 2,1% i prodotti di ramo I.

La crescita degli iscritti denota un chiaro atto di fiducia da parte degli italiani che, nonostante il difficoltoso periodo economico, hanno dimostrato di riporre aspettative nei confronti del canale della previdenza integrativa.

Ma c’è ancora del lavoro da fare per cercare di sensibilizzare i più giovani in materia: il 50,3% degli aderenti ha infatti fra i 35 e i 54 anni, mentre il 31,9% è costituito dagli over 55.

Per quanto un futuro connesso a una pensione possa apparire remoto ai lavoratori più giovani, non è mai troppo presto per fare il primo passo verso un progetto complementare personalizzato.

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Ludopatia a Milano e in Lombardia, ecco le misure per arginare la dipendenza dal gioco

A livello nazionale è circa il 2,5% della popolazione a soffrire di problemi legati al gioco d’azzardo. Una percentuale bassa, ma che non può passare inosservata. Soprattutto se si mette la lente d’ingrandimento sulla nostra regione, tra le più onerose in quanto a spesa nel gambling, con la città di Milano apripista: sono tra le 40 mila e le 65 mila le persone che soffrono di ludopatia. 

Sono questi i dati messi in evidenza da Gianmaria Zita, direttore dell’unità Dipendenze dell’ASST Fatebenefratelli Sacco, pubblicati in occasione della campagna “Mettiamoci in gioco Lombardia”. “Nell’ultima rilevazione Ipsad 2017-2018 emerge che il 42,8% degli italiani tra i 15 e i 64 anni (17 milioni) ha giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi – spiega ancora l’esperto – percentuale che raggiunge il 45% (6 milioni di persone) nei giovani di 15-34 anni, ed è del 32,8% (poco più di 2 milioni di persone) nella popolazione tra i 65 e i 74 anni. Occorre che la politica ne parli.”

Servono infatti misure e regole precise per arginare un fenomeno sempre più diffuso. E in attesa che le istituzioni facciano la loro parte, ecco che da Oltremanica arrivano delle proposte interessanti. La rivista a carattere medico e scientifico “The Lancet”, infatti, ha studiato un centinaio di interventi sulla prevenzione e sulla riduzione del Gap, il gioco d’azzardo patologico, grazie al lavoro di 35 esperti e alla tecnica Delphi. Come riporta il sito italiano Gaming Insider, che ha tradotto lo studio Lancet, a essere studiate sono state la disponibilità e l’accessibilità, ma anche parametri come l’informazione, l’assistenza, la tecnologia, il prezzo. Alla fine, sono state valutate positivamente e con successo 81 tecniche, molte delle quali utilizzate con successo già da molti casinò online italiani. 

Tra queste tecniche c’è quella di fornire messaggi e feedback in tempo reale per mettere una pausa alla sessione di gioco oppure altri messaggi educativi, oppure la possibilità di autoescludersi dalle scommesse e mettere in stand by il proprio account. 

Altra strategia valutata positivamente dagli esperti di The Lancet è quella relativa alle restrizioni alla pubblicità e al marketing, vigente in Italia con il Decreto Dignità e nel Regno Unito con il Gambling Act, così come la comunicazione costante e duratura sul tempo trascorso online o sul denaro perso. 

Misure e strategie in cui l’Italia è in prima fila. Perché l’obiettivo principale è sempre lo stesso: rendere il gioco sempre più sicuro e responsabile. Per il bene di tutti.

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MILANO: dopo il covid occorre ripartire e migliorare tutto

Usciti dall’epidemia (forse) dobbiamo rimboccarci le maniche fisicamente ma anche psicologicamente. Non è pensabile che in tutto questo tempo Milano sia stata abbandonata a se stessa, che il Sindaco creda di essere il top tra i sindaci ed invece non abbia fatto nulla per la città.

Era il momento di pensare alla riduzione dello smog, ma in via definitiva. L’aiuto delle tecnologie va ricercato. Molte altre città nel mondo hanno risolto il problema si veda cosa hanno fatto, ridurre SOLO il traffico non serve a nulla. Non possiamo continuare a non respirare.

Case occupate e malavita: situazione completamente fuori controllo, lo si vede da quanti anziani sono stati lasciati in mezzo alla strada dalle occupazioni abusive, da quante donne sono state violentate, da quanta violenza ha invaso i quartieri e non solo di periferia

Controllo dei migranti: la città non è più in grado di accogliere immigrati. Basta con il buonismo tipico della sinistra. I milanesi vengono prima di tutto, altrimenti se ne andranno e non sarà con un grattacielo in più che li accontenterete.

Qualità della vita: servizi ai cittadini da migliorare e questo a partire dagli uffici pubblici per finire alla manutenzione e tutela dei parchi pubblici e del verde da creare in ogni zona della città

Sanità: numero aperto per medicina, recupero dei sanitari estromessi per il non vaccino e recupero di una qualità che è andata disperdendosi

Asili nido e scuole materne: situazione gravissima per la mancanza di educatori e carenza di servizi

Insomma la pausa covid doveva servire per migliorare tutto. La città più importante d’Italia merita di essere più seguita, più curata, più accudita e soprattutto più amata dalle istituzioni.

Manuela Valletti

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