MILANOMETROPOLI.COM

S P O R T

 

pioli

 

L'Inter con Pioli ha cambiato marcia

 

Non c’è altro da dire: l’Inter con Pioli ha cambiato marcia. I nerazzurri, infatti, da quando il tecnico cinquantunenne di Parma si è insediato hanno ottenuto risultati più che positivi: un pareggio, due sconfitte (di cui una in Europa League ma ormai fuori dal discorso qualificazione) e ben 9 vittorie. Un ruolino di marcia davvero incredibile che probabilmente migliorerà anche nel prossimo weekend. A San Siro arriva il Pescara che non naviga in buone acque.

Lo dicono i numeri e lo dicono le quote di Sky Bet Italia. Per il momento l’Inter è balzato prepotentemente al quinto posto della classifica, ad un solo punto dalla Lazio e con rinnovate speranze di riuscire ad entrare almeno nei preliminari di Champions League. Il Napoli, terzo, dista soltanto 6 punti. Ma cosa è successo a questa squadra in quest’ultimo mese e mezzo con il nuovo tecnico in panchina al punto da diventare una protagonista di questa stagione? Ricordiamo che se il campionato fosse iniziato da quanto il tecnico è sulla panchina, l’Inter sarebbe prima addirittura davanti alla Juventus.

 


I meriti di Pioli

Pioli ha innanzitutto dato serenità all’ambiente. Molto probabilmente è stato scelto in primo luogo per questo motivo. Un carattere ideale per prendere in mano uno spogliatoio da molti considerato allo sbando. Con l’addio di Mancini arrivato prima dell’inizio del campionato, infatti, molti dei calciatori in rosa non sembravano aver digerito la scelta di De Boer. Oltretutto un allenatore alla prima esperienza in un campionato così complicato come quello italiano, con con una squadra tutt’altro che collaudata, un modulo da inventare e soprattutto la difficoltà nel farsi capire dai tanti giocatori stranieri che fanno parte della rosa.

L’ambiente della Milano nerazzurra non è poi così facile e dopo le prime difficoltà di inizio campionato sono arrivati i fischi che hanno condizionato parecchie gare. A queste difficoltà vanno aggiunte le grane anche dai giocatori. La questione Icardi, che sulla biografia ha parlato male degli ultras, e quella Brozovic, lasciato ai margini della rosa, sono due esempi piuttosto importanti.  

Con il suo collaudato 4-2-3-1, Pioli è riuscito a ridare molte certezze alla squadra, partendo innanzitutto dalla retroguardia che, dopo essere stata considerata tra le migliori della scorsa stagione, quest’anno era sembrata troppo vulnerabile, specialmente lontana dal Meazza.

Miranda e Murillo si sono ripresi i posti da titolare e grazie ad un centrocampo più accorto, al recupero di un talento come Brozovic, e al definitivo collocamento in campo dei nuovi arrivati Joao Mario, Candreva e Banega, finalmente hanno trovato la continuità anche Perisic, Icardi e Kondogbia. E non è finita qui perché Pioli ha ottenuto dal mercato di gennaio anche Gagliardini che ha dato tecnica e corsa alla mediana nerazzurra.

 

Leggi anche : #La storia delle due squadre

home