FORMAZIONE
IL PERCORSO EDUCATIVO I corso
Il Mondo è dei Bambini: percorso per i bambini
“Non esistono bambini difficili o speciali.
Esistono la loro bellezza e la loro musica unica e irripetibile”.
Con Daniela Lauber e le operatrici psicoemozionali
Da sempre rivolgiamo un’attenzione ed una cura speciale ai bambini. I bambini al centro del cuore umano, rappresentano la Luce che dà il senso alla vita.
Test per bambini
Attraverso una serie di giochi e condivisioni comprendiamo l’ascolto del bambino e le sue potenzialità.
Percorsi per bambini
Percorsi specifici individuali e/o di gruppo sono stati creati per sostenere i bambini, partendo da loro, per dare voce alle loro caratteristiche artistiche, creative, sensibili e perché no “sottili”.
In ogni bambino c’è un tesoro da scoprire. Desideriamo aiutarti a farlo, offrendo a tuo figlio delle attività che lo stimolino nel modo corretto seguendo l’onda della sua musica interiore.
Conoscere i nostri figli significa riconoscerli per ciò che appartiene loro e condividere la vita al loro fianco con maggiore cura ed ascolto.
NOTA: la programmazione verrà definita con il gruppo che si costituisce
Puoi richiedere il volantino esplicativo ed il programma specifico anno 2010 via mail
“Da ciò che sono occorre partire,
perché la cura, riposta sul seme di Dio, può solo manifestare
uomini realizzati nella pace e nella gioia”.
Possa ogni figlio a te affidato fiorire nella luce del tuo sguardo!
Aurlindin onlus
Viale Murillo 46
20149 Milano –
Tel / Fax: 02 48100757
aurlindin@infinito.it
Sito Internet: http://www.aurlindinonlus.it
IL PERCORSO EDUCATIVO II corso
Il Mondo è dei Bambini: percorso per genitori ed educatori
“Non esistono bambini difficili o speciali.
Esistono la loro bellezza e la loro musica unica e irripetibile”.
Trainer Daniela Lauber e le operatrici psicoemozionali di Aurlindin onlus
Quante volte ci preoccupiamo di come sarà il mondo in cui cresceranno i nostri figli, senza renderci conto che vedranno e affronteranno il mondo così come noi glielo trasmettiamo.
Tutto deve partire da noi sia come genitori che come educatori e dobbiamo essere positivi, propositivi, creativi, ed essere in grado di lasciare il bambino libero di esprimere i suoi talenti e i suoi doni, con sostegno, fiducia, e soprattutto essendo un esempio positivo ed autentico.
Dobbiamo trasmettere dei messaggi positivi, perché gli input che trasmettiamo loro diverranno le radici della loro formazione.
Non esiste un manuale per essere buoni genitori e buoni formatori ma possiamo camminare insieme a loro attraverso percorsi mirati che prendono vita da ciò che siamo e dalle difficoltà che abbiamo incontrato.
Il percorso si propone di ristabilire le giuste dinamiche tra adulto e bambino, suscitare condivisioni autentiche e preziose, rivalutare i valori ed esprimere il fare attraverso i talenti naturali.
Test per genitori
Attraverso una serie di esercizi pratici e teorici basati su tecniche specifiche riusciremo a comprendere i vostri input formativi e trasformeremo insieme le vostre difficoltà in punti di forza.
Test per educatori
Attraverso una serie di tecniche ed esercizi pratici organizzeremo insieme delle procedure valide per impostare un buon lavoro con i bambini con cui lavoriamo.
Percorsi per genitori e bambini
Percorsi specifici individuali e/o di gruppo sono stati creati per sostenere l’interazione consapevole tra genitori e figli. Conoscere i nostri figli significa riconoscerli per ciò che appartiene loro e condividere la vita al loro fianco con maggiore cura ed ascolto.
NOTA: la programmazione verrà definita con il gruppo che si costituisce
Poi richiedere il volantino esplicativo ed il programma specifico anno 2010 via mail
“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” Gandhi
Aurlindin onlus
Viale Murillo 46
20149 Milano –
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IL PERCORSO
LA PERDITA: il processo del lutto e il sostegno
Trainer Daniela Lauber e i medici della equipe formativa.
La nostra cultura si sta allontanando dai più significativi episodi della vita. Estrania, isola e trasforma le esperienze più intense caratterizzate da emozioni ambivalenti e profonde.
La malattia viene allontanata dall’attenzione della cerchia familiare e così pure la morte.
Tutto in noi si muove verso la vita, la creazione, i progetti, il futuro, ma se la vita non si realizza o si blocca all’improvviso il processo si blocca bruscamente, in modo del tutto inatteso ed il progetto, il sogno rimane incompiuto. La morte fa parte della vita ma è sempre difficile essere pronti, preparati ad affrontarla.
Le emozioni
L’ascolto
I singoli ruoli > consigliare, correggere, consolare
Il processo del lutto: dolore, negazione, rabbia, accettazione, comprensione
Ascolto attivo e trasformativo
Mondo interiore eco esteriore
Mondo esteriore eco interiore
NOTA: la programmazione verrà definita con il gruppo che si costituisce
Puoi richiedere il volantino esplicativo ed il programma specifico anno 2010 via mail
Aurlindin onlus
Viale Murillo 46
20149 Milano –
Tel / Fax: 02 48100757
aurlindin@infinito.it
Sito Internet: http://www.aurlindinonlus.it
Le emozioni nella relazione d’aiuto: evento causante ed elaborazione dell’evento
Formatore: Daniela Lauber
Impareremo a conoscere le emozioni, gli stimoli emotigeni, l’elaborazione, la cognizione dell'evento, l’attribuzione di un significato, la risposta. Con l’ausilio degli studi dello psicologo canadese Paul Ekman sulle espressioni facciali studieremo lo sviluppo delle emozioni primarie e secondarie nelle diverse fasce d’età
Una sessione specifica verrà dedicata alla formazione dei volontari all’ascolto e alle emozioni nella relazione d’aiuto. Il compito dei volontari infatti è di essere presenti non solo alla presenza fisica, bensì nell’esserci nell’essere in quanto stiamo facendo, dicendo, condividendo con l’altro.
Questo è l’essere della consapevolezza essere consapevoli del proprio mandato.
Pertanto è fondamentale comprendere il contributo che ognuno può dare in base alla propria personalità. Per un volontariato consapevole non bastano buona volontà e buoni sentimenti e non bastano quindi le potenzialità personali, è necessario:
Avere introiettato le proprie perdite, i propri lutti, abbandoni, ecc.
Avere buona conoscenza di sé, conoscere i propri limiti.
Essere capace di lavorare in gruppo
Maturità emotiva, responsabilità, tatto, tolleranza, discrezione, pazienza, giudizio.
Avere gusto della vita ed essere in equilibrio
Essere in grado di rigenerarsi al di fuori del proprio impegno di volontariato
Therese Vanier “noi chiediamo ai malati di essere i nostri maestri”.
ASPETTO SPIRITUALE
Mc 4,26-34
“In quel tempo, Gesù diceva alla folla: il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come egli stesso non lo sa.”
Ecco noi possiamo anche non saperlo, ma siamo la differenza con la nostra presenza il nostro esserci noi portiamo il seme, attraverso la nostra parola, azione gettiamo il seme nell’altro.
E la potenza del seme dipende da quanto l’ho fatto mio. Se sono riuscito a trasformarmi da messaggero a messaggio.
Dobbiamo comprometterci con Dio in una vita piena di tutto, nella confusione, nell’insieme di tutto quanto arriva non dobbiamo mai farci mancare e fare mancare agli altri la nostra parte interiore comprendere il senso della vita, dell’esperienza spirituale viverlo con-senso consenziente.
Guida al Lavoro Sociale con i morenti e i familiari in lutto
Formatore: Daniela Lauber
Prima di approcciarsi agli altri, qualunque essi siano, ognuno deve approcciarsi a se stesso. Ogni persona infatti ha una sua identità personale ed un modo proprio di reagire al mondo che lo circonda. Il più delle volte non si riesce a definire o separare quelli che sono gli aspetti professionali e personali del sé.
Il mio sé personale probabilmente ha avuto qualche influsso sulla mia scelta di lavorare come volontario, per questa tematica precisa.
Il mio sé professionale, avrà probabilmente qualche influenza sul modo in cui io considero determinati problemi personali e ciò che io decido di fare per la loro soluzione.
I malati non rispondono soltanto alla presentazione professionale del sé dell’operatore ma anche a tutti quei fattori collegati alla classe sociale di provenienza, agli atteggiamenti percepiti, alle qualità del calore umano, di compassione, di sensibilità e cosi via.
È un errore ritenere che dal momento in cui i volontari ricevono una formale preparazione essi verranno percepiti tutti allo stesso modo in cui operano, quale sia la loro formazione verranno percepiti tutti allo stesso modo da diversi tipi di utenti.
Uno dei punti chiave è quando il malato e la sua famiglia percepiscono nel volontario come simile a loro stessi nelle prospettive e nelle preferenze di stile di vita.
Essere abile, saperci fare, per un volontario significa non solo sapere cosa fare, ma come farlo e soprattutto essere attento al modo in cui l’ammalato lo percepisce e saper comprendere se l’utente lo consideri o meno un accettabile fonte di aiuto.
Una professione come questa smuove tantissime emozioni e bisogna essere pronti a riceverle. Prevedere, accettare e controllare queste forti reazioni emozionali implica un’adeguata maturazione della conoscenza di sé.
La conoscenza di sé richiede perciò che i volontari siano capaci di comprendere ciò che questa situazione significa per il malato, e non solo ciò che astrattamente la morte significa per lui o in rispecchiamento del suo vissuto.
La comunicazione verbale e non verbale
Formatore: Daniela Lauber
Da sempre il linguaggio è fondamentale per la comunicazione e l’interazione stessa.
Essere persuasivi significa conoscere la comunicazione non verbale, che costituisce oltre il 90% del contenuto d’ogni messaggio.
Il corso comprende una parte teorica e delle applicazioni pratiche.
Consapevolezza del rito e del significato di un gesto, i segreti del linguaggio del corpo negli incontri quotidiani, nei rapporti di lavoro e negli approcci amorosi, svelati attraverso una serie di esempi e tabelle.Un discorso brillante e coinvolge….. non s’improvvisa!
Le tecniche per tutte le fasi della preparazione dell’intervento al superamento dell’ansia, fino alla presentazione vincente. Il carisma, come vincere le nostre paure.
Per tutti coloro che vogliono imparare a parlare in pubblico senza timore.
Programma:
i vari tipi di linguaggio
la comunicazione
le posture e i messaggi inconsci
come parlare
come scrivere un discorso
esempi pratici
CONDIVISIONI PRATICHE
Il corso verrà svolto in orario pre-serale per sei incontri o in una giornata di seminario da concordare con gli iscritti