testata deportazione

Dedicato a mio padre

ASSOCIAZIONE CULTURALE FERDINANDO VALLETTI

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Questo sito è dedicato a mio padre, un uomo che ho amato e stimato moltissimo per la sua bontà d'animo, le sue doti morali e intellettive, la sua tenacia e la sua determinazione, una persona davvero speciale che ha avuto una vita difficile e travagliata e ha sempre detto di ritenersi una molto fortunato proprio per essere sopravvissuto all'immane tragedia della deportazione.
Mio padre se ne è andato il 23 luglio 2007, era malato di Alzheimer e da 7 anni e non poteva più impegnarsi in quello che aveva scelto di fare, non senza conseguenze per la sua salute da quando era andato in pensione, raccontare ai giovani la sua esperienza di deportato.
Ho deciso di farlo io per lui, ho raccolto quanto ho trovato nei suoi cassetti "disordinati" dalla malattia: il testo della conferenza che svolgeva ogni anno nelle scuole milanesi per raccontare gli orrori del Nazismo, le foto che non mi ha mai voluto mostrare quando ero troppo piccola per capire e gli appunti scritti di suo pugno e poi puntigliosamente ricalcati quando aveva compreso che non avrebbe più potuto ricordare. Ho ordinato tutto questo materiale in un libro che ho poi arricchito con riferimenti storici e fotografici, ne è nato un volume prezioso perchè sarà per sempre quella memoria che il mio papà aveva perso, lo farà ricordare a tante persone che gli hanno voluto bene e potrà essere usato dagli insegnanti e dagli studenti per approfondire il tema della deportazione.

"La vita di mio padre nei campi di sterminio di Mauthausen e Gusen fu tragica come quella di molti altri deportati, ma un giorno si prensentò una occasione che rappresentò la salvezza: gli fu chiesto di sostituire una SS in una partita di pallone. Lui ex giocatore del Milan, pur all'estremo delle forze. accettò di giocare con i suoi aguzzini e così salvò la sua vita e quella di molti altri suoi compagni.... questo e altro potrete leggere nel libro che troverete qui sotto e che è acquistabile on line.

Sono io la la bimba di cui parlava mio padre nelle sue conferenze. Nel corso degli anni ha sempre raccontato il nostro primo incontro con grande commozione. La stessa commozione con la quale io ho scritto questo libro per lui. Il miglior modo per onorare la sua memoria è leggere quanto gli è accaduto, vi prego, fatelo! "

Manuela Valletti
giornalista
e scrittrice

copertina libro Valletti Ferdinando
Deportato I 57633
Voglia di non morire

Manuela Valletti Ghezzi

"Questo libro con il suo prezioso contenuto umano e fotografico, è destinato agli studenti, ai loro insegnanti e a tutti coloro che vorranno conoscere la tragica esperienza di un uomo che non aveva voglia di morire a ventitre anni nei Lager di Mauthausen e di Gusen e che per ritornare a casa lottò disperatamente, si prodigò per i compagni di prigionia e, alla fine, riuscì anche a perdonare. Quell'uomo era mio padre e questa è la sua storia "

ATTENZIONE!

IN ARRIVO IL LIBRO COMPLETAMENTE AGGIORNATO CON DOCUMENTI IMPORTANTI REPERITI DI RECENTE

MILANO LUGLIO 2011

Dal mio libro è stato tratto liberamente un documentario che porta lo stesso titolo e che è stato ideato e diretto da Quattrina. Il lavoro di Quattrina, che io ho visto per la prima volta all'atto della sua presentazione a Verona, mi aveva inizialmente così commosso da farmi sottovalutare alcuni particolari che ora, ad una più attenta visione, ho fatto presenti al regista in una nota pubblicata sull mio blog. Uno in particolare mi risulta inaccettabile, parlo delle parole che Quattrina ha messo in bocca a mio padre nella scena in cui viene catturato il comandante delle SS del Campo di Sterminio di Mauthausen. Mio padre, pur avendo patito l'inferno era riuscito a perdonare i i suoi carnefici e lo andava ripetendo agli studenti che incontrava nelle sue conferenze, non avrebbe quindi mai detto che il Col. Ziereis avrebbe dovuto essere ammazzato. Per questo motivo e per l'indisponibilità di Quattrina a qualsiasi dialogo, ho deciso che non presenterò più il suo documentario con il mio libro. Il mio parere sull'opera è cambiato e non per cosa di poco conto, lo trovate esplicitato qui sotto, lo riporto per una questione di onestà nei confronti dei molti visitatori di questo sito e di chi ha conosciuto e ricorda mio padre Ferdinando Valletti. Penso che avrò da voi quella comprensione che non ho avuto da Quattrina.

Se vorrete scrivermi il vostro pensiero ne sarò lieta.
Manuela Valletti

L'emozione gioca brutti scherzi...
diManuela Valletti

Il parere sul documentario che il Quattrina ha tratto dal mio libro DEPORTATO I 57633 VOGLIA DI NON MORIRE

Una mattina dell'agosto 2009 ricevetti la telefonata del regista Quattrina che, dopo aver ritrovato in rete la storia della deportazione di mio padre, Ferdinando Valletti, raccontata nel mio libro "Deportato I 576323 Voglia di non morire", ipotizzò di voler ricavare dalla storia un documentario. Li per li non diedi grande importanza alla cosa ma dopo qualche tempo venni avvisata che il documentario stava prendendo corpo.
Il lavoro venne presentato il 25 gennaio 2010 a Verona presso il Circolo Ufficiali, venni invitata alla proiezione senza aver mai visto prima il lavoro del regista che per altro non ebbe da me alcuna liberatoria scritta per la sua realizzazione.
Il documentario mi sembrò apprezzabile ma a distanza di tempo ritengo doveroso esprimere una opinione disincantata e priva di emozioni su quel lavoro che parla di mio padre e porta anche lo stesso titolo del mio libro ma che dal mio testo si differenzia non poco per lo scarso realismo che lo contraddistingue: alcune ricostruzioni sono frutto della fantasia del regista e stridono con quella che è la realtà della deportazione di Ferdinando Valletti, del suo carattere e del suo modo di essere. Alcuni passaggi sono troppo stucchevoli e fuori luogo (le mogli degli ufficiali nazisti che parlano ai loro mairiti ...) e alcune affermazioni messe in bocca a mio padre (dopo la cattura del comandante del campo di concentramento di Mauthausen) non possono in alcun modo essere attribuite a lui poichè esprimono una violenza e un odio che non gli appartenevano, la stessa ambientazione del colloquio tra il comandante americano e mio padre è surreale, dopo la liberazione il mio papà venne condotto in Svizzera in un capo della crocerossa e fu li che divenne amico dell'ufficiale americano e non a Mauthausen e anche la sua appartenenza al Milan è stata travisata, viene fatta passare dal regista come mezzo per trovare un lavoro, in realtà mio padre il lavoro lo aveva già e giocava nel Milan dopo essere stato acquistato dal Seregno. Un ultimo particolare non privo di importanza, mio padre si chiamava Ferdinando e come tutti i "Ferdinando" veniva chiamato confidenzialmente Nando, è inverosimile che i suoi compagni di prigionia si rivolgano a lui chiamandolo con il nome intero. Il documentario è stato "liberamente tratto" dal mio libro ma chi ha conosciuto mio padre non ci si ritrova e tanto meno mi ci ritrovo io che vedo narrare la sua deportazione come se fosse una fiction e non una tragica realtà.

Un altro piccolo particolare: mi venne indicato da Quattrina il nome del soldato americano che venne fotografato accanto a mio padre in una foto rara che ho pubblicato sul mio libro, in buona fede indicai il nome che mi era stato suggerito sotto la foto in una edizione aggiornata del mio libro, ora a distanza di tempo e con occhio critico posso affermare che quel militare rimane per ora senza nome. Il comandante Seibel (indicatomi da Quattrina ha tutta un'altra fisionomia).


Per concludere il libro che ho scritto raccoglie per intero la testimonianza di mio padre, la stessa che rendeva ai ragazzi delle scuole superiori ogni anno quando si presentava davanti a loro e, mettendo nudo i suoi sentimenti, raccontava la storia, la sua storia, il documentario è e rimane solo una fiction e io sinceramente preferisco che i ragazzi ascoltino il racconto di mio padre, breve o lungo che sia!

 

febbraio 2011

Sull'argomento troverete ampia documentazione sul mio blog http://manuelavallettighezzi.blogspot.com

 

VERONA 21 GENNAIO 2010
Prima nazionale del documentario: Video presentazione e interventi

Visitate il sito della Associazione Culturale Ferdinando Valletti

 


Contenuti riguardanti la deportazione
Vi racconto la mia deportazione
di Ferdinando Valletti

Biografia di Ferdinando Valletti
Fotografia di Ferdinando Valletti nel 2006
Ferdinando Valletti su Wikipedia

Link correlati alla deportazione

ANED - Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti
http://www.deportati.it

Il Lager di Mauthausen
In Austria. Sito ufficiale del campo, oggi passato sotto la responsabilità del ministero degli Interni austriaco. Gli orari di visita, il museo, il programma delle manifestazioni celebrative.
Testi in inglese e tedesco.
http://www.mauthausen-memorial.at/

Il campo di Gusen

dipendente da Mauthausen, dove morirono tra gli altri migliaia di deportati italiani. Testi in inglese e italiano.
http://www.gusen.org

Il Lager di Sachsenhausen

Dove morirono migliaia di deportati di molti paesi europei, e tantissimi italiani Testi in tedesco.
http://www.stiftung-bg.de

Milanometroopoli.com

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