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AGRICOLTURA A MILANO  

 

 

LE CASCINE A MILANO
eventi, iniziative e sagre per tutelare una presenza storica

Comitato per il Parco Ticinello Onlus

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Iscrizione Registro Regionale del Volontariato n. 2477 del 22/03/2000      

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Dal 1982

Milano, 27/08/2014

UNA GRANDISSIMA EMOZIONE  PER CASCINA CAMPAZZO  

È stata dura e lunga, 30 anni di attesa, e a volte sembrava impossibile sconfiggere chi ostacolava  la realizzazione del Parco Agricolo Ticinello ma la determinazione e la convinzione che ciò che si faceva era giusto ci ha dato ragione. Ce l’abbiamo fatta. Grazie alla Amministrazione Comunale in carica che ha creduto nel progetto del Parco Agricolo Ticinello, alle associazioni locali e nazionali, alle parrocchie della zona, al Consiglio di  Zona 5,  a tutte le persone che hanno sostenuto il “Comitato per il Parco Ticinello Onlus” e la famiglia Falappi con l’Azienda Agricola  nella lunga battaglia, ultima la difficile fase dello sfratto, che si è conclusa  il 26 agosto  con la presa in possesso della Cascina Campazzo, un riferimento per  l’agricoltura di Milano e per la città.  Adesso insieme realizziamo il  Parco Agricolo Ticinello patrimonio di Milano città agricola.

Cordiali saluti

 

Il Presidente

Giuseppe Mazza

 


Anche se da oltre un secolo l'agricoltura non rappresenta più il comparto produttivo principale di Milano, attorno alla città sono rimaste varie aziende agricole che continuano le attività secolari che un tempo caratterizzavano l'intera campagna milanese.
Allevamento e coltivazione di cereali sono le principali attività curate da queste aziende , quasi sempre inserite nel Parco Agricolo Sud Milano, un'area protetta vasta 46.300 ha, disposta a semicerchio nel sud della provincia di Milano. Nel Parco trova spazio un'agricoltura intensiva che risale alle prime bonifiche del Medioevo. Tali opere di sistemazione agraria, la rete dei canali irrigui, le siepi e i filari si affiancano armoniosamente agli elementi naturalistici di maggior interesse, come i fontanili e le residue zone boscate.
L'agricoltura, in un'area così fittamente abitata ed industriale, ha un ruolo ecologicamente rilevante in quanto è un «deposito di naturalità» e nel contempo è un'attività economica produttrice di reddito.
Il territorio agricolo milanese è vario ed è prevalentemente destinato alla produzione di mais e riso . Aree meno estese sono dedicate al prato e altri utilizzi come la coltivazione di girasole e soia o boschi, pioppeti e vivai. L'allevamento si concentra su bovini e suini.
Non va dimenticata la produzione vinicola di San Colombano , comune appartenente alla provincia di Milano ma chiuso tra le province di Lodi e Pavia.

 

 

QUALCHE NUMERO
- Nel 2001, i dati del Quinto Censimento Generale dell'Agricoltura hanno evidenziato una diminuzione del numero di aziende agricole in provincia di Milano : nel 2001 erano 4.691 (-38,8% rispetto al 1990) e la loro superficie complessiva è di 90.023 ettari (-6,4%). Nel corso del decennio, dunque, si è registrata una forte ristrutturazione delle aziende del settore che hanno aumentato la loro dimensione media, da 12,54 a 19,19 ettari. Quasi stabile, invece, la Superficie Agricola Utilizzata (Sau), pari a 80.509 ettari (-5,9%).
La recente delibera del Comune ( www.comune.milano.it ) è finalizzata a r ecuperare e salvaguardare il ricco patromionio di cascine che ancora oggi si trova all'interno del Comune (quarantasette nel territorio comunale di Milano, più tre cascine di proprietà, situate a Liscate, Paderno e Assago ).
L'assessore al Patrimonio e Demanio, Giancarlo Pagliarini, ha sottolineato la volontà della Giunta di recuperare le cascine, che occupano 88mila metri quadrati coperti e 360mila scoperti, e interromperne così il cammino di degrado e distruzione.
Nello stesso tempo, l'assessore ha rimarcato la scarsezza di mezzi finanziari per un recupero diretto e ha quindi individuato una formula «di incentivo» per chi chieda in concessione le cascine. In sostanza, il concessionario (vincitore di regolare gara pubblica) potrà destinare fino al 15-20% della struttura della cascina ad usi e gestioni che generino un reddito tramite il quale potrà recuperare i fondi che permattano di sopperire agli oneri di manutenzione ordinaria. Importante è sottolineare che parte della cascina debba mantenere una destinazione pubblica.
Scopo della delibera è quello di «preservare architetture che hanno un valore storico e monumentale per i milanesi e di accendere in questo modo l'interesse della collettività oltre a porre uno stop definitivo all'inesorabile decadimento di tali strutture visto che finora si è fatto poco o niente» commenta l'assessore.
L'assetto delle cascine non può essere modificato e tali edifici sono beni architettonici che richiedono notevoli investimenti : la collaborazione pubblico-privato è vista come necessaria per soddisfare entrambi i soggetti, recuperando anche un patrimonio unico per la città.
«E' una soluzione molto pragmatica - ha spiegato in conferenza stampa Pagliarini - Si sa che non esistono privati o enti che si accollino oneri di ristrutturazione a fondo perso. In questi ultimi tempi abbiamo avuto proposte di risanamento da parte anche di consigli di zona e di cooperative anche senza fini di lucro per alcune cascine ma il problema era sempre e solo la reperibilità dei fondi per il restauro».
Il varo della delibera darà poi l'opportunità al Comune di rilanciare le gare per il recupero delle cascine e di creare un gruppo di lavoro «ad hoc» per lavorare a un concreto piano di ripristino .

 




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