MILITO GIUSTIZIERE DEL MILAN: 4-2
Rigori, veleni e gol: derby all'Inter
06/05/12
Doppia soddisfazione per l'Inter, che vince il derby e affossa definitivamente il Milan. A S.Siro finisce 4-2 dopo una gara-batticuore. Nerazzurri davanti con Milito al 14', dopo un gol-non-gol di Cambiasso e c'è il pari rossonero con un rigore molto dubbio al 44'. Segna Ibrahimovic, che bissa al 46'. Ma poi ci sono due rigori per l'Inter, al 52' e all'80': li segna Milito. Maicon scatena infine la gioia interista a 4' dalla fine con un gran gol.
LA PARTITA
Al romanzo del campionato mancava solo un derby così, giusto per non farsi mancare niente. Emozioni, cerotti, scene da western, cattivi che diventano buoni e viceversa, torti grandi così e inevitabile contorno di polemiche. E finisce che è l’Inter a vincere per se stessa, innanzitutto, e per Stramaccioni, Moratti, per un futuro in cui sia contendente e non arbitra di uno scudetto che, sullo sfondo, ha sostanzialmente consegnato alla Juve più che strappato al Milan, troppo lontano dallo status di grande squadra per potere ambire, rivendicare, sognare.
E’ stato, innanzitutto, un derby vero, vivo. Una polveriera, tanto per cambiare, fatta saltare dall’arbitraggio, con Rizzoli e i suoi assistenti eroi alla rovescia, capaci di mandare a gambe all’aria una gara che – pur tiratissima, com’è ovvio che sia – era sostanzialmente corretta. L’arbitro bolognese ha scelto la linea soft, ai primi contrasti: talmente soft che a rilassarsi sono stati lui e i suoi collaboratori non vedendo prima il gol-fantasma di Cambiasso, perfetto contraltare di quello diventato simbolo della lotta-scudetto di Muntari, e quindi concedendo a un Milan in apnea, in svantaggio, in gravi difficoltà psicologiche e fisiche (Bonera e Abbiati rotti e sostituiti dal baby De Sciglio e Amelia) un calcio di rigore che è apparso creativo anche dalla tribuna, senza bisogno di moviole e hd. Due episodi da matita blu che hanno fatto diventare blu di rabbia un’Inter che, solamente mordendo la partita molto più del Milan, si è ritrovata in vantaggio con la solita, micidiale zampata di Milito, e quindi in pieno controllo di un match in cui la squadra di Allegri interpretava con il copione stantìo di molte, recenti esibizioni: zero movimento senza palla, inserimenti dei centrocampisti al minimo storico, Ibrahimovic preda della sua luna nera e incapace di segnare la gara fin dal 12’, quando, sullo 0-0, ha sbattuto al primo anello l’invito di un vivace Robinho. Lo svedese interpreta il match alla solita maniera, si allarga, chiede palla, ma in area non ci sta mai. E l’Inter vive tranquilla fino al “fanta-rigore”, fischiato da Rizzoli per un’uscita bassa di Julio Cesar su Boateng: il ghanese tocca prima il pallone, ma il brasiliano va sulla traiettoria e devia. Inevitabile impatto e penalty.
Julio Cesar, a questo punto, commette involontariamente un errore: va a svegliare l’Ibra che dorme. Provocazioncella, sfida guascona, linguaccia irridente. La curva interista lo segue, e sveglia il ragazzo del ghetto di Malmoe: che a cavallo del riposo sbatte dentro il rigore prima e inventa alla sua maniera, subito dopo la ripresa del gioco, un gol dei suoi. Il banco del bar derby apre, i nervi e l’istinto hanno meglio sul raziocinio, l’Inter imbelvita si butta dentro in un amen e il Milan accetta lo scambio a mani aperte. Fa male, perché Milito si procura un rigore – stavolta netto – e lo segna già al 7’. Le bordate di Sneijder e le punture del Principe da una parte, la fisicità di Ibra e Boateng dall’altra, InterMilan vive sul filo mentre da Trieste si capisce che non ci saranno altri miracoli stile-Lecce. Il Milan ci prova, almeno è vivo, l’Inter comincia ad accusare la fatica, arretra di qualche metro, ma non si toglie, a scansarsi – come aveva proposto parte della sua tifoseria – non ci pensa nemmeno. Ma la sigla finale, manco a dirlo, la compone Rizzoli, punendo l’annebbiato Nesta e le sue braccia larghe su un tocco di testa di Milito, spietato giustiziere dagli 11 metri. Il campionato del Milan è finito lì, e la meravigliosa legnata di Maicon che, a 4 minuti dalla fine, ha reso ancora più brillante il trionfo della StramaInter è servita solo a riempire gli occhi dei nerazzurri festanti e non solo. Inter batte Milan 4-2, un successo giusto come giusto è l’esito del campionato 2011/12. Sipario.
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